
Il 3-0 al Barcellona resterà a lungo una pietra miliare nel corso di questo club. L’esultanza al gol di Manolas con il difensore greco impazzito di gioia arrivato ad esultare fino a sotto la Tribuna d’Onore con l’abbraccio dei compagni. Alcuni di questi increduli, con le mani tra i capelli, tipo Cengiz e Florenzi. Lo stadio Olimpico in visibilio come non si vedeva da un pezzo. “Ho rivissuto notti di romanismo vero, come quando ero bambino”, le sentite e nostalgiche parole di Capitan De Rossi a commento di una vera e propria impresa sportiva. Per arrivare a quel momento, la Roma aveva già battuto lo Shakhtar Donetsk negli ottavi.
E poi, dopo i quarti, la semifinale col Liverpool sfumata di tanto così. 5-2 subito all’andata, 4-2 inflitto al ritorno. Con qualche nota recriminazione arbitrale. Ad un passo dalla finale. Il continuo europeo nel 2018 è stata come una naturale conseguenza di quanto fatto nella seconda parte della stagione scorsa. La squadra di Di Francesco qualificata agli ottavi di finale (l’avversario nel 2019 sarà il Porto), arrivando seconda nel girone alle spalle del Real Madrid. Tuttavia, anche il campionato qualche soddisfazione l’ha regalata. La Serie A 2017-2018 ha visto la Roma chiudere al terzo posto, per il quinto anno consecutivo sul podio del massimo campionato.
Come non era mai successo dal 1927, nella storia della Roma. Secondo, secondo, terzo, secondo, terzo. Tre secondi posti e due terzi. Questi i posizionamenti registrati a partire dal 2013-2014. Juventus a parte, in questo quinquennio nessuno in Italia è riuscita a fare meglio della Roma. Il Napoli è arrivato due volte secondo, due volte terzo e una addirittura quinto (2015). Inutile soffermarsi sui numeri delle milanesi – Inter e Milan – che il podio non lo vedono dal 2012-2013 (Milan terzo). Inoltre, a proposito delle sfide definite per convenzione derby, una vittoria e un pareggio con la Lazio. O meglio, un pareggio e una vittoria seguendo l’ordine cronologico. 0-0 il 15 aprile, a distanza di 5 giorni da Roma-Barcellona 3-0. Forse la stracittadina vissuta con più tranquillità in assoluto, potendo vantare un risultato simile ai dirimpettai locali. Poi, il 29 settembre, la vittoria 3-1 grazie ai sigilli di Pellegrini, Kolarov e Fazio. Da menzionare la rete su punizione dell’ex OFK Belgrado e Manchester City, al minuto 71 della sfida. Al minuto 71.
Entrando nel dettaglio statistico, la Roma nell’anno 2018 ha disputato 50 partite (compresa Roma-Sassuolo del 26 dicembre). Parma-Roma sarà la cinquantunesima e ultima sfida in questo particolare ciclo solare. I numeri – in gare ufficiali – recitano 24 vittorie ottenute, 11 pareggi e 15 sconfitte. 87 gol fatti, 61 reti incassate. Quasi il 50% di vittorie. Percentuale che sarebbe potuta essere migliore se il cammino nella nuova tornata nazionale, 2018-2019, fosse stata più gloriosa e meno incidentata. Al momento, i capitolini sono settimi in graduatoria con 27 punti dopo 18 gare con 7 affermazioni, 6 pari e 5 ko. A quattro punti dalla zona Champions. Particolarità: nel 2018 la Roma non ha giocato una partita di Coppa Italia, essendo stata eliminata nel dicembre 2017 dal Torino. C’è ancora margine affinché il 2019 sia un anno altrettanto importante rispetto al precedente. Perché tra campionato, Champions League e Coppa Italia è ancora tutto in ballo. Che sia bellissimo ancora una volta.










