
Ma voi lo sapete? No. No perché un 7-1 dalla Fiorentina è un punto di non ritorno e allora non puoi nemmeno lontanamente parlare di «per fortuna il calcio ti dà la possibilità di rifarti», non puoi nemmeno soltanto chiedere scusa, non puoi rimandare tutto a domani. Le scuse non bastano. Domani se non fai niente è ancora ieri. E noi ieri non ce lo meritiamo. Non lo vogliamo. Non ci sono più altre possibilità, ci può e ci deve essere un’altra storia, un’altra pagina, un altro mondo ma nessuna possibilità dopo ieri. Noi volevamo la Coppa Italia, non il quarto posto. Noi volevamo sognare, non vergognarci. Noi volevamo almeno provarci. La Roma è una prova, una prova d’amore, una prova di vita, a noi interessa quello, ma sembra che questo non interessi a Trigoria. Non c’è il senso della Roma. Non si sanno le cose della Roma.
Te, per esempio, a Simeone lo devi stende, gli devi fare fallo pure se è l’ultimo minuto e pure se stai perdendo già 6-1, anzi proprio perché è l’ultimo minuto e proprio perché il punteggio è quello lì, che devi impedire con tutto te stesso di prenderne un altro. Perché evidentemente non hanno detto loro che per i tifosi della Roma questo risultato è simbolico, perché loro non conoscono la forza dei simboli. Dei gesti. Degli atti. Del cuore. La Roma. La Roma può perdere, la Roma può perdere anche male, chi vi scrive non ha mai chiesto vittorie a tutti i costi, chi vi scrive ha sempre apprezzato gli sforzi, ma la Roma non può rinunciare a se stessa così. E se capita si interviene, ma senza nessuna prosecuzione. (…)
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