Quando si analizzerà la stagione 2025/2026 della AS Roma, il nome di Lorenzo Pellegrini sarà probabilmente uno dei più dibattuti. Non è stata una stagione dominata da numeri straordinari né una cavalcata da protagonista assoluto, ma rappresenta uno dei capitoli più complessi e significativi della sua carriera in giallorosso. A quasi trent’anni, Pellegrini si è trovato ad affrontare una delle fasi più delicate del suo percorso: contestazioni da parte di una parte della tifoseria, continui dubbi sul suo ruolo tattico, problemi fisici e voci di mercato che sembravano poter chiudere il suo lungo rapporto con il club della sua città. Eppure, nel corso dell’anno, il capitano romanista è riuscito ancora una volta a dimostrare la sua importanza tecnica e simbolica.
Un’annata iniziata tra dubbi e pressioni L’estate 2025 era stata caratterizzata da molte incertezze attorno al numero 7 romanista. Dopo alcune stagioni altalenanti e una parte della tifoseria sempre più critica nei suoi confronti, il futuro di Pellegrini sembrava lontano da Roma. Diverse indiscrezioni lo avevano accostato ad altri club italiani ed europei, mentre il contratto in scadenza rappresentava un ulteriore elemento di tensione. L’arrivo di Gian Piero Gasperini ha però cambiato il contesto. Il tecnico piemontese ha dovuto valutare come integrare un giocatore dalle caratteristiche tecniche raffinate ma non sempre perfettamente compatibili con il calcio ad altissima intensità che ha reso celebre il suo sistema di gioco.
I numeri della stagione Dal punto di vista statistico, Pellegrini ha chiuso una stagione discreta ma significativa. In Serie A ha collezionato 24 presenze, 4 gol e 2 assist, giocando 1.476′ minuti. In Europa League ha aggiunto 9 presenze, 3 reti e 2 assist giocando 513′ minuti. Complessivamente il suo bottino è stato di 7 gol e 4 assist in 33 partite ufficiali, giocando 1989′ minuti. Numeri che non lo collocano tra i migliori centrocampisti offensivi del campionato, ma che assumono un peso diverso se inseriti nel contesto della stagione romanista, caratterizzata da rotazioni, infortuni e una continua ricerca di equilibrio tattico.
L’uomo dei derby Se c’è un aspetto che ha contribuito a rafforzare il legame tra Pellegrini e il popolo romanista è ancora una volta il derby. Nella stagione 2025/2026 il capitano ha firmato il gol decisivo nella vittoria per 1-0 contro la SS Lazio, regalando alla Roma uno dei successi più importanti dell’anno. Per un calciatore cresciuto nel vivaio giallorosso, romano e tifoso della Roma fin da bambino, segnare contro la Lazio ha un valore che va oltre la semplice statistica. La sua esultanza sotto la Curva Sud è stata letta da molti come un momento di riconciliazione con una parte dell’ambiente che negli ultimi anni lo aveva spesso criticato.
La qualità tecnica rimane intatta Nonostante le difficoltà, Pellegrini ha continuato a mostrare le qualità che lo hanno reso uno dei migliori centrocampisti italiani della sua generazione. In Europa League ha registrato 3 gol e 2 assist in 9 partite, dimostrando di poter ancora incidere nelle gare internazionali. La sua precisione nei passaggi è stata superiore al 76%, accompagnata da una buona produzione offensiva e da una notevole capacità di collegare centrocampo e attacco. Nei momenti più complicati della stagione, soprattutto in assenza di altri giocatori creativi, Pellegrini ha spesso rappresentato una delle poche fonti di gioco tra le linee e una minaccia concreta negli inserimenti offensivi. Anche tra i tifosi romanisti online, molti hanno evidenziato come il suo contributo sia stato sottovalutato rispetto all’impatto reale sulle vittorie della squadra.
Il problema degli infortuni Ancora una volta, però, la continuità fisica si è rivelata il principale ostacolo. Diversi commentatori e tifosi hanno sottolineato come Pellegrini sembri spesso ritrovare la forma migliore per poi essere frenato da nuovi problemi muscolari o fisici. Questa fragilità ha limitato la sua capacità di essere un punto fermo durante tutta la stagione. È probabilmente questo il motivo principale per cui la sua annata viene giudicata in maniera contrastante: quando è stato bene ha mostrato lampi del giocatore ammirato nelle stagioni migliori, ma non è riuscito a mantenere quel livello per un periodo sufficientemente lungo.
Leadership oltre la fascia Al di là delle prestazioni sul campo, Pellegrini ha continuato a rappresentare un riferimento nello spogliatoio. In una Roma che negli ultimi anni ha vissuto numerosi cambiamenti tecnici e societari, il capitano è rimasto uno dei pochi simboli di continuità. Cresciuto a Trigoria, protagonista della vittoria della Conference League nel 2022 e ormai vicino alle 300 presenze in Serie A, incarna ancora l’identità romanista meglio di qualsiasi altro elemento della rosa. Anche chi ne critica il rendimento riconosce generalmente il valore umano e il forte senso di appartenenza al club.
Il futuro: addio o rinnovo? Uno dei temi più importanti emersi nel finale di stagione riguarda il suo futuro contrattuale. Secondo diverse fonti, Gasperini avrebbe espresso la volontà di trattenere il centrocampista e starebbe spingendo per il rinnovo dell’accordo, evitando una separazione a parametro zero. La questione economica e il ruolo tecnico che avrà nella Roma del futuro saranno determinanti. Molti osservatori ritengono che possa ancora essere utile come leader e giocatore di rotazione di alto livello, mentre altri vedono ormai concluso il suo ciclo da titolare fisso.
Bilancio finale La stagione 2025/2026 di Lorenzo Pellegrini non può essere definita né un trionfo né un fallimento. È stata l’annata di un giocatore che ha dovuto convivere con aspettative enormi, critiche pesanti e problemi fisici, riuscendo comunque a lasciare il segno con gol importanti, prestazioni decisive in Europa e soprattutto con l’ennesimo capitolo della sua storia d’amore con la Roma. I numeri raccontano una stagione buona ma non eccezionale. Le emozioni, invece, raccontano qualcosa di diverso: un capitano che, nonostante tutto, continua a essere una figura centrale nel presente e nel dibattito sul futuro della Roma. Per questo motivo il 2025/2026 verrà ricordato come l’anno della sua resistenza più che della sua consacrazione.
FONTE: Redazione Tuttoasroma – Roberto Molinari











