
Ma a tessere le lodi del giocatore che ha mandato in visibilio la curva Sud ci ha pensato chi lo conosce bene. Si tratta di Stefano Vecchi, ex allenatore dell’Inter Primavera che ha avuto tra i suoi ragazzi campioni d’Italia lo scorso anno proprio l’attuale numero 22 giallorosso: «Zaniolo non è stato lasciato andare via a cuor leggero. L’Inter voleva un giocatore pronto ed a stata fatta una plusvalenza importante. Ad agosto erano tutti contenti, ora invece un po’ meno. Zaniolo ha bruciato le tappe, nonostante le qualità fossero indiscusse. Pensavo che sarebbe arrivato nel giro in un anno o due, non certo subito. Nicolò sta facendo cose straordinarie: merito suo e grande merito va sicuramente a Di Francesco che ha avuto il coraggio di lanciarlo e dargli continuità. Mi auguro possa continuare così e che magari riesca un giorno ad andare al Real Madrid, nel top club per eccellenza».
A Roma sperano invece che resti il più a lungo possibile, ma questa è un’altra storia. Dall’altra sponda di Milano, a parlare è l’ex amministratore delegato rossonero Adriano Galliani: «Mi sembra che stia nascendo una stella nel calcio italiano. Questo ragazzo sembra veramente straordinario e facciamogli i complimenti, però non montiamolo troppo perché i ragazzi, soprattutto quelli giovanissimi, devono trovare continuità nel tempo, ma lui ha le qualità per poterlo fare». Immancabile il commento del numero uno del Coni Giovanni Malagò: «Di Zaniolo ho già parlato molto bene, è fondamentale che il ragazzo mantenga quell’umiltà che sta già dimostrando perché nello sport e nel calcio in particolare troppi complimenti possono alterare un percorso di crescita che sembra scritto. Ma non è il suo caso perché è un ragazzo serio e umile». Ultimo ma non meno importante Paolo Nicolato, attuale ct dell’Italia Under 20 e primo allenatore ad aver convocato in azzurro Zaniolo ai tempi dell’Under 18 e poi nell’Under 19 che ha conquistato il secondo posto agli Europei di categoria l’estate passata: «I giocatori bravi, più lo sono e più possono giocare in vari ruoli. Lui può giocare in tutti i ruoli con buona efficacia, ma per me è un interno di centrocampo. Chi mi ricorda? Kevin De Bruyne». I complimenti arrivano da ogni parte, intanto a goderselo è Di Francesco.










