
PRINCIPI Non è cambiato negli anni, i principi di gioco sono rimasti più o meno gli stessi, fino alle ultime esperienze in Inghilterra, tra il Leicester e il Fulham. Stavolta ha tre mesi per incantare i dirigenti, che non sono gli stessi della sua prima esperienza romana. Nemmeno gli obiettivi sono gli stessi: dallo scudetto al piazzamento in Champions League, stavolta ha dodici giornate a disposizione, all’epoca aveva quasi tutta la stagione, visto che subentrò a Spalletti dopo appena due giornate. Ranieri comincerà oggi, di quel gruppo ritrova in campo solo De Rossi (Totti è dietro una scrivania), che tra l’altro è infortunato e l’esordio stavolta sarà in casa. La conta per la sfida con l’Empoli la farà da oggi, ma come sarà la sua Roma nei mesi a seguire? Facile ripensare a quel 4-4-2 scolastico ma efficace.
Pubblichiamo qui una sorta di undici tipo, soggetto ovviamente a modifiche varie ed eventuali. Sui terzini, potrebbe tornare utile anche Santon, che ha caratteristiche più difensive rispetto a Karsdorp. Florenzi è il suo Taddei, così come Zaniolo potrà essere il trequartista o la mezz’ala. La coppia di attaccanti può essere pescata tra Dzeko-Schick-Perotti, lo stesso Zaniolo, Kluivert, Under ed El Shaarawy (quest’ultimi buoni anche come esterni alti). Stavolta non avrà un regista vero e proprio, probabilmente il riferimento centrale, in assenza di De Rossi, sarà Nzonzi, con Cristante e Pellegrini come alternative o come mezz’ali, nel caso in cui si dovesse giocare a 5. La Roma andrà rigenerata anche fisicamente, ma stavolta il verduraio («la preparazione atletica la può fare anche un verduraio», disse all’epoca) continuerà a vendere verdure.




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