
In un caso o nell’altro, abbiamo motivo di ritenere che su Zaniolo la società mantenga grandi progetti e anche di fronte ad irragionevoli proposte avrà la forza di negarsi. Ma per il resto, come Il Romanista ha scritto anche ieri, non ci saranno incedibili. Ciò che è successo quest’anno, con la valanga che è venuta giù trascinandosi dietro direttore sportivo, allenatore (da pagare ancora per otto milioni di euro, al lordo), medico e capo dei fisioterapisti, ha di fatto anticipato un progetto di rifondazione che per l’emergenza di altri fattori coincidenti (età di qualche calciatore, scadenze di contratto, alterni rendimenti) era già stato considerato. Ecco perché le urla di Ranieri nello spogliatoio mettono i giocatori con le spalle al muro, com’era inevitabile che accadesse dopo l’esonero di Di Francesco: ci sono ancora dieci partite per fare qualche valutazione e si può ancora salvare la stagione superando almeno una delle squadre che sono davanti e resistendo all’assalto delle altre. E se qualche destino è ormai segnato, forse qualcun altro può ancora salvare il suo ricco contratto o attirarne altri. Chi invece non vede l’ora di andar via sarà accompagnato alla porta, a patto che vengano ovviamente rispettati gli oneri contrattuali o le valutazioni che evidentemente saranno condivise. (…)
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