
L’ultima volta che ha messo piede all’Olimpico incrociando i giallorossi risale però a più di 10 anni fa. Era una fredda sera di gennaio e Roma e Milan pareggiarono 2-2 con Vucinic e Pato a scambiarsi reciprocamente doppiette. Oggi pomeriggio rivedrà con piacere Ranieri che in carriera s’è tuttavia rivelato qualcosa di molto vicino ad un tabù. Sei confronti, zero successi: 3 sconfitte e 3 pareggi. Il Napoli, secondo, dovrà fare a meno di diversi calciatori (Insigne, Zielinski, Albiol, Diawara, Chiriches, Ospina e Ghoulam) ma non viene certamente a fare una passeggiata: «Mi aspetto una partita attenta e gagliarda da parte della Roma – spiega – ci saranno giocatori molto motivati e concentrati. La Roma è preoccupata. L’aspetto psicologico della partita è nelle nostre mani. La testa all’Arsenal? Sarebbe da folli e superficiali. È una gara di cartello e noi vogliamo consolidare il secondo posto».
Tutto il mondo è paese e come a Roma si teme una partenza di Manolas, Zaniolo e Pellegrini, a Napoli il timore riguarda Allan e Koulibaly. Sul tema Ancelotti è perentorio:«Entrambi sono giocatori del Napoli e rimarranno giocatori del Napoli. Quando mi vedrete incatenato a Castel Volturno significa che sono andati via. Non abbiamo l’esigenza di vendere». Parole che suonano familiari a queste latitudini. L’ultimo che le pronunciò – Garcia su Pjanic, il 5 aprile del 2014 – non fu particolarmente fortunato. Venti mesi dopo a Trigoria non c’erano più né lui tantomeno il bosniaco.










