
Che la Roma attuale sia figlia della disfatta fiorentina non è dato saperlo. Certo è che – quantomeno simbolicamente – da quel giorno la squadra si è sgretolata. Da allora sono trascorsi due mesi appena e i cieli sopra Trigoria si sono ulteriormente addensati di nubi. È cambiato tutto: dalla guida tecnica alla direzione sportiva, dalle ambizioni alla sensazione divenuta flebile di poter tornare in corsa per le posizioni che contano. Un senso di scoramento generale ha accompagnato il finale dell’ultima partita casalinga, ennesima delusione di un’annata che proprio non vuole saperne di riaccendere speranze. (…)
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