
La Roma ha perso contro Fiorentina, Torino e Atalanta, pareggiato contro Cagliari e Empoli: così lo scudetto resta un’illusione e il secondo posto un obiettivo da rincorrere disperatamente, per motivi di bilancio, ma con un calendario difficile. Dopo il Pescara, all’Olimpico, ci saranno in fila Lazio, Milan e Juve. Nel primo tempo Gasperini ha cercato una contromossa agli inserimenti in zona gol della Roma: Zukanovic finto esterno di centrocampo per marcare a uomo Salah. Tattica poco riuscita, perché l’egiziano si è procurato un rigore (mani di Toloi, solo ammonito) e si è presentato due volte da solo davanti a Berisha, liberato da Nainggolan. Salah ha sbagliato e la Roma, più tardi, ha pagato caro. Nella ripresa è cambiato tutto. Gasperini ha tolto un difensore (Masiello) e inserito D’Alessandro sulla fascia sinistra, avvicinando il Papu Gomez a Petagna. La Roma è crollata, fisicamente e tatticamente. Il gol del pari è stato un po’ casuale, ma non il dominio imposto da Kessie. Al 90’ Paredes ha concesso un rigore evitabilissimo su Gomez. Un simbolo: era stato uno dei cambi di Spalletti. Una sconfitta, per chi vorrebbe un calcio senza barriere, è arrivata anche dagli spalti. Per la prima volta in stagione l’esodo dei tifosi romanisti (quasi duemila) è stato macchiato dal lancio di «bomboni» durante la partita e da incidenti con le forze dell’ordine a fine gara. Sarà più difficile, adesso, chiedere di allentare le misure che hanno trasformato l’Olimpico in un deserto.










