
Conseguenze? “Sembra che una parte della stampa non aspettasse altro, vista anche la presenza di una troupe di Sky che ha ripreso il tutto dall’inizio alla fine, come se fossero degli eventi epocali. Ci sono stati sì dei disordini sgradevoli, ma certamente non più gravi di quelli visti negli ultimi anni. Le conseguenze sono rimesse al parere dell’Osservatorio sulle manifestazioni sportive. Io continuo a dire che il livello del rischio di una partita non può essere preventivato o stabilito a priori. Il buon senso vorrebbe che si valutasse partita per partita il livello di pericolosità della stessa“.
Le barriere? “A me sembra che un po’ tutti siano contrari a queste barriere. Si è voluto comunque imporle ed è chiaro che alla gente non piace e l’abbandono dei tifosi allo stadio ne è una certificazione. Se le istituzioni però le ritengono necessarie per la sicurezza, solo la politica di maggioranza può far qualcosa, ma sembra che sotto questo profilo non ci siano spazi“.
Togliendo le barriere, sarebbe automatico il ritorno dei tifosi allo stadio? “Le barriere sono solo una parte del problema, perché anche le multe all’interno dello stadio sono un segnale allarmante. Se l’intenzione è quella che ha riportato la Presidente dell’Osservatorio Nazionale sulle manifestazioni sportive, Daniela Stradiotto, per la quale in curva ci si debba comportare come se si fosse a teatro, la soluzione è trovare dei tifosi adatti. In curva si vuole fare tifo“.
L’apertura della trasferta di Bergamo ai tifosi della Roma è stata un trappolone? “Sì, un po’ tutti lo hanno pensato. Questo rientra sempre nel fatto che l’Osservatorio viene considerato come il giudice sportivo della tifoserie. Nel momento in cui avviene la commissione di un reato, come ad esempio i tafferugli post Atalanta-Roma, si dovrebbero identificare i colpevoli e non cercare di introdurre questo diritto penale d’autore“.










