
La giornata storta capita a chiunque, quest’anno ha fatto discutere per un rigore non assegnato per fallo di mano di Cosci in Pescara-Empoli, ma in genere le sue prestazioni hanno poche sbavature ed è considerato da molti il miglior arbitro italiano, almeno dal punto di vista dell’applicazione delle regole. Addirittura una volta, ai tempi degli esordi in Serie B, ritardò l’inizio di un Napoli-Cagliari per colpa di uno striscione contro l’allora presidente della Federazione e servì la chiamata del diretto interessato per consentire il via al match. Per quanto particolare, lui aveva solo applicato alla lettera il regolamento. Per il taglio di capelli e per il fatto che a Schio, comune di provenienza, c’era la base Nato, Orsato era stato soprannominato il «marine». Azzeccatissimo. I romanisti lo legano probabilmente ad un amaro ricordo, perché fu lui ad arbitrare la finale di Coppa Italia contro la Lazio nel maggio 2013. Ma gli incroci recenti sono stati positivi: era lui il fischietto delle ultime due partite contro il Napoli, entrambe vinte dai giallorossi. In tutto ha assegnato 4 rigori alla Roma e 1 solo alla Juventus nei 26 precedenti con i bianconeri: 11 successi, 10 segni X e 5 sconfitte. Nessuna espulsione. Ci sarà, dunque, da controllare le vene sul collo di De Rossi, di stare attenti a non lasciarsi andare a vivaci proteste da un lato e dall’altro, di non incattivire una partita che si preannuncia invece di fuoco, per la rivalità storica che c’è e per il peso dei punti in palio. Sulla buona fede dell’arbitro qualche maligno ha avuto da ridire in passato, perché pare che da piccolo tifasse Inter, ma pure fosse non si è mai notato in campo e non può certo riguardare questo Juve-Roma. Conta più fidarsi di un direttore di gara che la sufficienza la strappa quasi sempre e sperare che la pressione messa sulle sue spalle già tre giorni prima del match non pesi poi nei prossimi 90 minuti.










