
«La matematica dice che si può fare, non è finito niente», ha detto sabato il tecnico e questi concetti li ha ribaditi alla squadra ieri mattina. Motivazioni a parte contro la Juve si sono rivisti i problemi offensivi che hanno contraddistinto le ultime 4 gare della Roma: contro Lazio, Milan, Astra Giurgiu e Juve sono arrivati infatti solo 10 tiri in porta complessivi e appena 3 gol (il Napoli ora ha il migliore attacco con 37 reti). E si è rivista anche una voglia incomprensibile di stupire da parte di Spalletti che ha preferito l’acerbo Gerson a Salah, El Shaarawy e Iturbe. Una partita, quella di sabato, che ha spaccato la tifoseria tra chi ha visto una Roma più “vicina” tecnicamente alla Juve rispetto al passato e chi ha notato la differenza di mentalità sposando il pensiero di Szczesny: «La differenza tra noi e la Juventus non è tecnica, ma di mentalità. Mi dispiace dirlo però servono più uomini e meno ragazzi». Il portiere è stato il migliore in campo per la 2° partita di fila, e paradossalmente è l’unico di cui la Roma non detiene il cartellino. Le sue parole hanno fatto rumore in uno spogliatoio fin troppo umorale. Che effetto avranno?










