
Per il brasiliano dovrebbe dunque arrivare subito l’occasione del riscatto, contro un avversario meno marziano e in una posizione di campo più adatta alle sue caratteristiche. Sarà lui il vice De Rossi in assenza dell’originale, che non ha superato il provino nella rifinitura di ieri pomeriggio più per la sindrome influenzale che per il polpaccio ammaccato, e del suo primo rimpiazzo, Paredes. Il centrocampista argentino, infatti, sta ancora combattendo con il dolore alla caviglia dopo la caduta mentre giocava a calcio-tennis a Trigoria. Quando corre sente male e si riblocca, per cui i medici hanno deciso di non rischiare, rimandando il rientro a dopo le feste. È riuscito invece a strappare la convocazione in extremis Totti, che però ha un solo allenamento in gruppo sulle gambe dopo dieci giorni di influenza e, dati anche i problemi all’anca destra del mese precedente, non potrà ricevere in regalo più di un posto in panchina. E magari qualche minuto nel finale, per chiudere il 2016 col pallone tra i piedi. Ha lo stesso sogno Mario Rui, che per Spalletti non è ancora pronto per giocare. Almeno non da subito. Fiducia rinnovata ad Emerson Palmieri, mentre in mezzo può darsi che tocchi a Vermaelen con Fazio e Rudiger allargato a destra, in vantaggio su Bruno Peres. Il vero ballottaggio è tra il belga e il terzino brasiliano ex Torino. Nella lista di Spalletti ci sono tre Primavera, ma se per Crisanto e Spinozzi non è una novità, per il ’99 Pellegrini è la prima volta.










