
Da Trigoria raccontano come negli incontri col Comune il punto di accordo pare sempre vicino, ma in realtà le settimane passano e la svolta non arriva. Morale: se si arrivasse a marzo, cioè alla fine della Conferenza dei Servizi con la Regione senza accordo, a Trigoria scatterebbe l’allarme rosso. Ovvio che sulla questione pesa la possibile causa di oltre 400 milioni per la mancata concretizzazione della Pubblica Utilità, ma i tempi biblici che un atto del genere comporterebbe sembrano non spaventare troppo l’amministrazione.
Sul marchio, invece, lo stallo è fatto in casa. Proprio per questo dagli Usa raccontano come la posizione del direttore commerciale, Laurent Colette, non sia più solida. Le versioni sulle ruggini sono contrastanti: l’«accusa» dice che il «main sponsor» latita (raccontano di mail presidenziali a volte furibonde), la «difesa» spiega come l’asticella, al solito, sia troppo alta per il valore del brand. Intanto, pare in arrivo un accordo (minore) con Linkem.










