
PROTAGONISTA – È l’indiscusso one man show di un match che avrebbe ben poco da dire, in cui Spalletti schiera un 4-2-3-1 dove De Rossi gioca accanto a Manolas, Strootman e Vainqueur fanno i mediani, Ricci, Salah ed El Shaarawy agiscono alle spalle dell’unica punta. In poco meno di 45’ arriva il poker: un destro dal limite, un pallonetto, un rigore di potenza (che si era procurato dopo una splendida serpentina) e un tap-in su assist di Salah: il repertorio è completo e pazienza se gli avversari, ripescati in Lega Pro, oppongono pochissima resistenza. Dzeko ha voglia e Spalletti lo certifica: «Le motivazioni sono sempre fondamentali soprattutto in un ambiente dove si vive di passione come qui. Edin può avere la spinta per andare avanti fino in fondo, per lui è importante visto quello che ha passato. Ha tecnica, fisicità, scelta, adesso deve completare queste caratteristiche con caparbietà e continuità. Ha una voglia di riscatto che ha messo in mostra fin dal primo giorno, ha sempre voluto dimostrare il suo valore anche quando facevo scelte diverse».
DUBBI – Per uno Dzeko che è sempre più convincente e uno Strootman leader («ha solo bisogno di giocare partite vere»), Spalletti con il playoff alle porte non può non affrontare l’argomento seconde scelte: «Noi siamo una buona squadra – dice – e numericamente dobbiamo essere a posto perché tra Porto e campionato avremo 4 partite in 12 giorni. Alisson o Szczesny? Non dico chi sarà il portiere perché non guadagno un titolare ma una riserva. Ne ho due forti, sceglierò in base al momento e a varie considerazioni».
PAREDES E GERSON – Considerazioni è la parola chiave anche per quanto riguarda i due centrocampisti. «Paredes è forte e vogliamo usarlo, ma quelli forti possono essere usati anche per fare mercato, vedi Higuain. Per me resterà alla Roma perché è un buon calciatore, preciso per quel ruolo». Gerson invece ha ancora bisogno di tempo: «A Latina l’ho ripreso un paio di volte, ma come tutti i giocatori in queste partite arrivava meno brillante perché l’avevo fatto allenare prima. Gli ho chiesto se voleva giocare altri 10’ col Fondi e mi ha detto che era affaticato perché non era abituato a lavorare così. È un buon calciatore, deve inserirsi, è meno interessato quando c’è da “raspare”, ma è un bravo centrocampista».










