
A chi additava il greco tra gli scontenti Spalletti ha risposto con una provocazione: «Se con il Cesena offrisse una prova importante dimostrerebbe di essere un leader». Così non è stato, ma il tecnico non discute le qualità del giocatore, titolarissimo sulla carta, ma dubbio legittimo nel nuovo sistema di gioco. Perché della difesa che in quell’agosto sconfisse la Fiorentina per 2-0 è rimasto il solo Manolas (c’erano Torosidis, Astori e Cole nella linea a 4) e martedì si giocherà a tre dietro con Rudiger e Fazio diventati in egual modo due punti fermi di Spalletti. Il guaio è che a sinistra il greco è sacrificato, ma nessuno dei due compagni di reparto ha il piede e le caratteristiche giuste per giocare da quella parte. Con Jesus in infermeria (in mattinata gli esami per lui e Perotti), Vermaelen è l’unico centrale mancino in rosa. Tra crisi di ruolo e rinnovo in stand-by, Manolas è destinato a vivere sei mesi duri a Trigoria. Chi è appena arrivato e spera invece di esordire è Grenier, ieri al centro sportivo nel giorno libero per la prima squadra per allenamento e presentazione: «Dimostrerò che al Lione si sono sbagliati su di me». Oggi primo test sul campo per il neo acquisto, e per Gerson: appuntamento alle 14.30 al Tre Fontane per Roma-Pisa del campionato Primavera.










