
INSEGUENDO TOTTI – Ma Dzeko ne ha tanti di motivi per riprendere a segnare subito. Al di là di quello principale, e cioè aiutare la Roma a restare nella scia della Juve e – di fatto – eliminare l’Inter dalla corsa alla Champions. Perché se segnare stasera a San Siro vorrebbe dire gioire per la nona volta consecutiva, un altro gol lo porterebbe a quota 30. I suoi centri stagionali, una cifra folle ripensando ai numeri della scorsa stagione (10 gol in 39 partite, con una media di 0,26 a gara). Il centravanti bosniaco, infatti, finora ha realizzato 29 reti in 35 partite complessive, facendo volare di fatto la sua media-gol, fino ad arrivare a 0,83. Ma all’orizzonte c’è un traguardo in più, le 32 reti stagionali di Francesco Totti (in 49 partite) del 200607, la stagione che portò il capitano della Roma a vincere la Scarpa d’oro. Superare Totti vorrebbe dire restare nella storia della Roma. Per sempre.
IN AIUTO – Ovvio, però, che poi ci sia anche altro e che le statistiche servono a volte solo per nobilitare tutto il resto. E cioè il lavoro che viene messo al servizio della squadra. Perché se c’è poi una cosa che a Spalletti piace davvero di questo Dzeko qui è la sua capacità di sapersi sacrificare anche per gli altri. «Per gol e azioni è il nostro giocatore più importante – dice il tecnico – Me lo tengo stretto, non lo cambierei con Icardi». Il bosniaco rientra, aiuta, pressa i difensori avversari. E poi è altruista, tra sponde e spizzate aiuta gli inserimenti da dietro di Salah e Nainggolan. E non è un caso che Edin svetti con 3,12 spizzate a partita (contro 1,08 di media-ruolo) e altrettante sponde (1,56 la media). Che poi sia uno che aiuta eccome lo dimostrano anche le verticalizzazioni, esattamente 6,28 contro le 4,37 in media degli altri centravanti. Il che, tradotto, vuol sostanzialmente dire che Dzeko arretra più delle altre prime punte, abbassa il suo raggio d’azione più degli altri, per poi lasciare spazio agli inserimenti da dietro – appunto – e cercare i compagni in verticale. Spalletti punta proprio su tutto questo per cercare di portare a casa anche la sfida di questa sera. Se poi Dzeko gli regalasse anche la gioia del gol, sarebbe anche più contento. E forse anche lui. Del resto, 30 reti in una stagione non sono poi roba per molti.










