Non tutti in Bosnia-Erzegovina hanno esultato al quarto rigore messo a segno da Bajraktarevic, che ha estromesso l’Italia dal suo terzo Mondiale di fila. (…) Per qualche giorno però un Paese diviso al suo interno da delle marcate divisioni di tipo è stato più unito. È il potere del calcio, che farà sognare un popolo ed un movimento sportivo che di problemi ne ha, ma che ora può godersi un premio sofferto e meritato.
Arrivato grazie ad un rinnovamento ideato dal commissario tecnico Sergej Barbarez, (…).
Come sono stati questi due mesi dopo la vostra impresa con l’Italia? “Gli ultimi due mesi sono stati molto intensi dal punto di vista emotivo per tutti noi. La qualificazione ai Mondiali è stata la ricompensa per tanto duro lavoro, portato avanti con fiducia e sacrificio da parte dei giocatori, dello staff e di tutti coloro che gravitano intorno alla squadra”.
Credi che il calcio possa unire un Paese diviso internamente come la Bosnia-Erzegovina? “Abbiamo ricevuto un enorme sostegno da parte di persone in tutto il Paese e da bosniaci ed erzegovesi in tutto il mondo. Il calcio non può risolvere tutti i problemi, ma ha un potere unico di unire le persone. Se possiamo contribuire anche solo un po’ a questo senso di unità, allora siamo orgogliosi di ciò che facciamo”.
Cosa dirà ai suoi giocatori su come affrontare questi Mondiali? “Dirò loro di godersi ogni momento, ma anche di comprendere la responsabilità che deriva dal rappresentare il proprio Paese sul palcoscenico più importante del calcio. Non siamo venuti ai Mondiali solo per partecipare. Vogliamo competere, essere coraggiosi e mostrare la nostra identità in ogni partita”.
Per tornare a casa felice, cosa vuole raggiungere? “La cosa più importante è che lasciamo il torneo sapendo di aver dato tutto. Se giochiamo con coraggio, disciplina e orgoglio, allora, a prescindere dal risultato finale, possiamo tornare a casa a testa alta”.
Quanto la aiuta, come allenatore, avere un giocatore come Džeko? “Avere Edin Džeko in squadra è un enorme vantaggio per qualsiasi allenatore. La sua qualità come giocatore è evidente e la sua esperienza, leadership e professionalità sono preziose per i giocatori più giovani. È uno dei più grandi giocatori nella storia del calcio bosniaco e la sua presenza aiuta tutta la squadra a crescere. I giocatori lo ascoltano, lo rispettano e imparano da lui ogni giorno”.
Muharemovic – accostato a Inter, Juventus e Como – è pronto per una grande squadra? E Alajbegovic? “Entrambi i giocatori hanno fatto passi da gigante in quelle che sono essenzialmente le loro prime stagioni a livello senior. Hanno dimostrato di possedere qualità e potenziale, ma quando si tratta di scegliere la prossima squadra, credo che la cosa più importante sia che continuare a giocare con regolarità. In questa fase della loro carriera, un minutaggio costante è più prezioso di qualsiasi altra cosa, è il modo migliore per i giovani giocatori di crescere e continuare a migliorare. quello che desiderano. Hanno il potenziale per fare questo salto”.
26.01.23 23:59 – La Roma continua a insistere per Kerim Alajbegovic. Se i giallorossi non dovessero chiudere per l’ala sinistra, di proprietà del Leverkusen, allora potrebbero aprirsi altre strade ancora in Italia. I giallorossi, infatti, prima di entrare aspettano l’arrivo operativo di D’Amico. Se dovessero allungarsi i tempi, occhio al Napoli. Il bosniaco continua a piacere molto al club azzurro e attenzione anche alle piste Fiorentina e Atalanta.
FONTE: tuttomercatoweb.com



















