
Tornando anche sulle polemiche generate nel complesso rapporto tra Spalletti e la stampa: «La controversia che si è creata è più costruita che reale». Saltando da un argomento all’altro, c’è spazio per provare a chiarire il momento generale della Roma e le prospettive per il futuro: «Per me la stagione non è ancora terminata, proseguiremo con questa linea, saremo ancora più competitivi. La Juve deve ancora incontrare noi e il Napoli e possiamo farcela con la Lazio in Coppa Italia. L’obiettivo è raggiungere la Champions, adesso continuiamo a vincere le partite. Mi dispiace per il mancato passaggio del turno in Europa, ma contro il Lione siamo stati sfortunati. Abbiamo tirato in porta 25 volte, purtroppo sono cose che succedono». Prima di salutare, Pallotta chiude momentaneamente il discorso rinnovi, «non è il momento di parlarne e con Totti non c’è stato modo di discuterne» e ritorna sul capitolo stadio: «Abbiamo un anno di ritardo, non ci saranno più le torri e gli uffici sono stati tagliati. Per competere con le squadre che hanno fatturati maggiori abbiamo bisogno di costruire questo stadio. Investiremo di più quando tutto sarà completato . Siamo sulla strada giusta, ma se la Juve ha 360 milioni di euro di fatturato è difficile colmare il gap».
Qualche minuto dopo è tempo anche di ascoltare la replica di Spalletti: «Non dipende soltanto da me, dipende da tutti. La Roma deve vincere, se oggi non fai questa prestazione finisci terzo in classifica. Il mio contratto non conta niente, qui le cose passano velocemente. Questo per me è uno stimolo, se si vince bene altrimenti fuori, si lascia spazio ad altri. Vale anche per i giocatori. L’ambiente di Roma è bello, guardate Di Francesco che si è offerto per tornare. Tutti vogliono tornare qui». Il futuro comunque si deciderà presto: «Se arriviamo secondi non si è fallito, pero zero titoli».










