Una partita che vale una fetta d’Europa, forse qualcosa di più. La Roma si presenta all’appuntamento con la consapevolezza che questo è uno snodo cruciale della stagione: il passo falso del Como a Reggio Emilia ha aperto scenari nuovi, regalando ai giallorossi la possibilità concreta di dare uno strappo deciso verso quel quinto posto che significa Europa League matematica e tenere accesa la fiamma Champions. Tutto, però, passa da una prova di forza in condizioni tutt’altro che semplici. Perché l’emergenza è reale, tangibile, pesante. Gasperini si ritrova a fare i conti con un’infermeria affollata come non mai: sei o sette indisponibili, di cui quattro titolari. Assenze che pesa doppio, se si considerano i nomi: Dybala, Pellegrini, Koné. E poi Wesley, sempre più vicino al forfait, Pisilli in bilico fino all’ultimo, oltre ai soliti Ferguson e Dovbyk. Una coperta cortissima che costringe il tecnico a reinventare la squadra, (…).
Proprio il caso Wesley è diventato il simbolo di queste ore tese. Il giocatore spinge per esserci, vuole dare il suo contributo, ma il via libera non arriva. E così si accende il confronto interno, come ha ammesso lo stesso allenatore senza giri di parole: «Sì la gestione degli infortuni è motivo di discussione, che è abbastanza normale – (…) -. Wesley si sente di poter giocare perché ha grande generosità: effettua sprint, scatti e tiri, ma la parte medica considera, giustamente oppure no, che invece ci siano dei rischi o non voglia rischiare. E su questo a volte si innescano anche delle discussioni, si innescano delle problematiche. Vedremo domani (oggi, ndr), però l’indicazione del medico è di non farlo giocare, io non posso fare nulla. Mi sono sempre tenuto alle indicazioni mediche, non ho mai forzato. Rientra nella dialettica normale, cercando di avere un po’ di coraggio, ma non posso andare a forzare delle situazioni. Tutti gli allenatori dipendono dall’ok medico prima di poter utilizzare un giocatore». (…).
Situazione simile per Pisilli, altro punto interrogativo della vigilia. La distorsione alla caviglia impone prudenza: test decisivo in mattinata per valutare dolore e risposta, poi la scelta finale. In caso di forfait, spazio alla soluzione più logica con El Aynaoui accanto a Cristante, mentre sulla trequarti El Shaarawy è in vantaggio su Zaragoza e Venturino. Davanti toccherà a Soulé e Malen completare un tridente chiamato a fare gli straordinari. Qualche spiraglio si apre invece in difesa. Mancini ha recuperato e sarà regolarmente al suo posto insieme a N’Dicka, mentre resta da valutare Hermoso, fermato in settimana: se non dovesse farcela, è pronto Ghilardi. Sulle corsie laterali Celik e Rensch sono i favoriti, a meno di un clamoroso ribaltone legato proprio a Wesley. (…).
FONTE: Il Corriere dello Sport – J. Aliprandi











