Difesa smontata. Anche il reparto più virtuoso della Roma – solo 12 gol subiti – è a pezzi. Non solo perché domani – ore 18, in campo a Lecce – Gian Piero Gasperini dovrà fare a meno di Mancini e Hermoso, entrambi ammoniti (erano diffidati) nella sfida di Bergamo. Il problema è più ampio. Qualcosa, lì dietro, s’è rotto: nell’ultimo mese, tolta la gara contro il Como, in campionato il portiere Svilar ha sempre incassato. E chi aiutarlo ha smesso di farlo. L’assenza di Ndicka – in coppa d’Africa – pesa. Senza dimenticare la pubalgia che sta frenando Hermoso, troppo distratto contro l’Atalanta. E Mancini, (…)i, ha smesso di interessarsi alla sola fase difensiva, ritagliandosi un ruolo da terzino aggiunto, che inevitabilmente scopre la Roma.
Il baby Ziolkowski – complice l’inesperienza – non può reggere da solo il centro del reparto. Il tecnico, da lui, si aspetta una crescita: «Non è un percorso che si fa in una settimana e non pretendo che i giovani lo facciano in così poco tempo». A Bergamo il ventenne polacco, che pure aveva convinto nelle gare precedenti, è stato travolto, andando spesso in confusione. Se agli errori difensivi si aggiungono quelli degli esterni (…), il quadro si complica.
Sulle fasce, cuore del gioco di Gasperini, la Roma si ritrova con giocatori adattati. È la fiera dell’imprevisto, con Wesley – piede destro – spesso costretto a giocare a sinistra, zona di competenza di Angelino, fuori dai radar dopo le complicazioni della bronchite asmatica. Lo spagnolo, che ha perso diversi chili, non ha ritrovato la forma migliore: il suo rientro sarà graduale. Al suo posto, in ogni caso, era stato preso Tsimikas, che però – (…) – non ha praticamente mai visto il campo, giocando solo il 19 per cento dei minuti disponibili. Ecco che a Lecce Gasperini dovrà reinventarsi tappezziere, rattoppando i buchi di una rosa incompleta, come lui stesso ha sottolineato. Non solo in attacco, reparto spuntato e spento, ma pure in difesa. «Lì abbiamo solo cinque giocatori. Voglio una rosa completa», la sentenza dell’allenatore prima della sconfitta di Bergamo. Quasi un presagio, anzi un segnale. Per il direttore sportivo Frederic Massara, che in meno di un mese deve accontentare le richieste del tecnico senza ingolfare ulteriormente il bilancio romanista.
Un lavoro delicato, tra possibili uscite (Dovbyk e Baldanzi) e ingressi desiderati: su tutti Raspadori e Zirkzee. L’azzurro dell’Atletico Madrid sta prendendo tempo, mentre la punta del Manchester United ha detto sì, ma l’operazione resta complicata. «Se un giocatore sta qui ma è concentrato su altri club, qualcosa non va», ha sottolineato Ruben Amorim, guida della panchina della squadra inglese. Ma lo shopping invernale, solo in attacco, non basta. L’ha fatto capire Gasperini e l’ha confermato il campo. Dove – viste le assenze – il tecnico pensa di rilanciare Ghilardi, sempre ai margini da inizio stagione (una sola gara da titolare, in Europa League). Così la Roma prosegue a tentoni, un esperimento dopo l’altro. (…)
FONTE: La Repubblica – N. Maurelli











