“Una presenza che vale più di uno Scudetto”. Non stiamo a livello di Como ’86 quando il Commando (augURi!) scrisse questo dopo l’incredibile sconfitta di Lecce, ma da ieri possiamo dire che quella della proprietà per Gasperini “è una presenza che vale più dei 36 punti in classifica” (fatti dopo la vittoria sul Como e sul Lecce). L’allenatore pratico, che porta a casa il pane quotidiano e che colleziona successi col lavoro, il sudore e il legno, più del risultato, più del far di conto, più del materiale considera l’anima, e quale orizzonte guardare, l’essenziale. Gasperini ha bisogno di mettere le mani in pasta, guarda le cose e soprattutto i problemi dritto negli occhi, non demanda, né procrastina: c’è da fare la Roma e se fino al suo arrivo il mantra di Ranieri era che “Roma non si è fatta in un solo giorno” adesso per Gasperini la dobbiamo costruire. La sta costruendo. In attesa di rinforzi (a parte gli acquisti, c’abbiamo un’intera squadra fuori) oggi c’è da fare la cosa che è la premessa e l’approdo di tutto: vincere. Un’ultima cosa, ma molto romanista: Edoardo Bove pare prossimo ad andare a giocare al Watford in Inghilterra. La sensazione di aver perso qualcosa di grande è minore solo alla gioia nel pensarlo un’altra volte a correre in campo. Dispiace che sia stato ricordato quasi più come un ex Viola rispetto a quello che è: non un ex della Roma, ma un romanista. Un’assenza che pesa più di uno Scudetto.
FONTE: Il Romanista – T. Cagnucci











