La sua scheda, il pedigree calcistico e anche la costituzione fisica non giocano a suo favore, almeno fino a quando non debutterà in giallorosso. Ma Gasperini, infastidito dal altre operazioni fatte o mancate, si tiene invece stretto l’acquisto impacchettato al fotofinish. Scocca l’ora di Zaragoza, la freccetta spagnola per centrare il bersaglio. Gian Piero ha valutato il 24enne di Malaga al video. E ha subito promosso Bryan. Gasperini è fin troppo diretto quando deve dare un giudizio sui giocatori che gli vengono proposti. Massara ricorda i tre bocciati di agosto. Da Echeverry a George e per finire a Dominguez. Tre di piede destro rifiutati dall’allenatore che — con motivazioni differenti — ha detto stop all’investimento. Pollice su, invece, per Zaragoza.
Gasperini lo ha scelto perché nessuno nella rosa della Roma ha lo stesso dna calcistico. Nemmeno chi è più quotato sul mercato, nello spogliatoio e dall’opinione pubblica. Non va accostato al Papu, se non per l’altezza. Gomez non aveva la stessa velocità. Magari segnava di più e aveva più inventiva, dalla sinistra, quando non giocava da trequartista, entrava dentro il campo. Bryan somiglia più allo juventino Coinceao. Rapido nell’uno contro uno, nel dribbling e nello scatto, bravo a puntare l’avversario e saltarlo. L’interprete per ribaltare l’azione. Unicum, appunto. I sottopunta giallorossi sono statici: Dybala per primo, ma anche Pellegrini che è più centrocampista e lo stesso Soulé che il pallone se lo tiene a lungo tra i piedi. Zaragoza, invece, va.
FONTE: Il Corriere della Sera











