Gian Piero Gasperini ha cominciato a ballare anche qui, i social navigatori possono verificare direttamente, almeno chi non lo avesse già fatto: c’è un reel nel quale improvvisa una danza poco prima di imboccare le scale per gli spogliatoi, davanti al pubblico del la Monte Mario. Un ballo di felicità? Di soddisfazione, quanto meno. Ha di che essere soddisfatto, il Gasp. Ora come a Bergamo, la squadra viaggia al ritmo che lui le ha imposto. Si sta avviando pian piano verso la perfezione. I numeri parlano chiaro, un po’ come quella Gasp dance. La Roma non è l’Atalanta, segna di meno, forse è meno spettacolare. Ha giocatori diversi, non tutti adatti al suo calcio, specialmente in attacco, almeno per questa stagione in cui si è cercato di aggiustare un reparto spento, e in parte ci si è pure riusciti, con l’arrivo di Malen.
I veri fuoriclasse sono là dietro, e hanno reso la difesa della Roma la meno penetrata in Europa: sedici gol incassati da Svilar in ventisei giornate sono davvero pochi, poco più di mezzo gol a partita (0,6), con dodici clean sheet. Una media da squadra scudetto, almeno in Italia. La Roma, il titolo, non lo vincerà, ma quei numeri possono garantire almeno il mantenimento del posto in Champions. La difesa si è evoluta nel tempo, ha vissuto sostanziali cambiamenti, metamorfosi. Prima si fondava sul terzetto più affidabile, era nata con Hermoso centrale di destra, poi lo spagnolo si è spostato a sinistra, avendo sempre come compagni Mancini e Ndicka.
Poi, ha conosciuto l’alternativa, buona per i tre ruoli: Ghilardi. Il ragazzo arrivato da Verona tra mille diffidenze, si sta pian piano ritagliando gli spazi che merita. E’ cresciuto, ora tiene botta anche nei match più complicati; è migliorato anche commettendo errori grossolani, ed ora più che una riserva si è trasformato in un dodicesimo. E contro la Juve, con molta probabilità, dovrà giocare al posto di Hermoso che con la Cremonese si è stoppato durante il riscaldamento. Ieri Mario si è sottoposto ad esami strumentali: risentimento muscolare all’ileopsoas. La difesa è passata dal reggersi quasi esclusivamente sulle prodezze di Svilar, al vivere sulle marcature implacabili dei tre davanti a lui.
Prima la Roma subiva molti tiri in porta, ora gli attaccanti avversari arrivano meno davanti al portiere. Mancini è una garanzia, Ndicka si sta dimostrando un marcatore fenomenale e su di lui hanno messo gli occhi addosso molti club blasonati soprattutto in Premier e in Liga ed Hermoso, quando c’è, porta una buona dose di esperienza. Oltre a Ghilardi, ha mostrato una certa affidabilità anche Ziolkowski, decisivo in Europa League con il gol che ha regalato alla Roma la qualificazione diretta agli ottavi, e il solito Celik quando, sempre meno, viene impiegato nei tre. La fantastica Arsenal di Arteta, che ha vissuto il testa a testa con la Roma per essere la migliore difesa europea, è ora a 21 reti subite, come il Real Madrid. Ora la squadra che se la batte con la squadra di Gasperini è il Psg, ma parliamo dei campioni d’Europa in carica. Gasp ci può stare, e (anche) per questo balla.
FONTE: Il Messaggero











