La Roma ha appena mandato in archivio un mini ciclo, con tre partite concentrate in poco più di venti giorni. Il bottino? Notevole. Lo dicono i 7 punti conquistati, ma la classifica è da cristallizzare con un marzo in arrivo che sembra non finire mai. Dal primo al ventidue del mese, Cristante e compagni hanno infatti sei impegni ufficiali in agenda, tra Serie A e Europa League.
Domenica si parte con la Juventus dell’ex Spalletti. Un grande classico, uno scontro diretto che vale tantissimo. Tre punti lancerebbero definitivamente le ambizioni della banda di Gasperini, ma una sconfitta andrebbe letta come un’occasione persa. Perché appena una settimana dopo, si va in trasferta a Marassi contro il Genoa dell’ex De Rossi. Un campo ostico: servirà una prestazione sopra la media per non lasciare punti per strada.
Poi il doppio impegno con gli ottavi di finale di Europa League, con l’andata il 12 e il ritorno il 19 marzo, contro Bologna o Genk. In mezzo un altro impegno di campionato, perché il 15 marzo c’è la trasferta nella tana del Como di Fabregas. Si gioca al Sinigaglia uno degli impegni più complessi di questo periodo, incastonato in mezzo a due giovedì con i riflettori accessi.
E non è finita qui: domenica 22 si torna all’Olimpico per chiudere il cerchio contro il Lecce di Di Francesco, un altro ex. Sulla carta sembra la partita più abbordabile, ma il nome dell’avversario non è storicamente comodo. Se la Roma uscirà a testa alta da questo blocco ha ottime chance di guardare con fiducia alla volata finale per la Champions.
Se inciampa più volte, il rischio è ritrovarsi a giocarsi tutto fino all’ultimo minuto dell’ultima giornata di campionato. Gasperini, quindi, dovrà continuare con le rotazioni intelligenti, senza perdere qualità nei reparti e soprattutto la tenuta mentale complessiva della squadra.
FONTE: Il Corriere dello Sport – L. Scalia











