La Roma corre. Corre forte, con il vento del risorgimento in faccia e quel traguardo Champions che, passo dopo passo, sta diventando sempre più un pensiero stupendo. Una rincorsa lunga, faticosa, costruita partita dopo partita. E nella spedizione giallorossa verso l’Europa che conta, Gasperini ha un punto fermo, il primo nome da scrivere in formazione, la prima maglia da consegnare nello spogliatoio: Mile Svilar. Contro la Juventus servirà un’altra prestazione di livello, un’altra serata da numero uno vero. Perché i bianconeri, storicamente, sono l’avversario che più ha fatto male alla Roma in Serie A. Ma oggi il copione è diverso. (…).
Provate a immaginarla, davvero, questa Roma senza Svilar. È un esercizio che fa venire i brividi. Basta ripensare alle 26 partite giocate finora: in ognuna c’è almeno una parata che ha spostato l’inerzia, salvato un risultato, trasformato un punto in tre o evitato una sconfitta. Interventi che valgono come gol. Anzi, di più: punti scolpiti in classifica come diamanti. I numeri raccontano la dimensione del fenomeno: 82,22% di parate, la percentuale più alta in Europa per un portiere. Dietro di lui tra l’Italia e i top cinque campionati continentali ci sono giocatori come Joan Garcia, Carnesecchi, Butez, Martinez, Maignan, Donnarumma. Un dato che racconta quanto i suoi interventi siano fondamentali nel corso della partita per riuscire a raccogliere 16 vittorie in campionato, una in più di quelle conquistate in tutta la passata Serie A. E sono solo i 16 gol subiti, miglior dato in Europa. I PSxG di 21,65: senza i suoi interventi, la Roma avrebbe incassato quasi 6 reti in più. Tradotto: Svilar non si limita a fare il suo. Fa molto di più. (…).
Dall’altra parte ci sono Di Gregorio e Perin, coppia affidabile e di livello. Ma il confronto, oggi, pende nettamente verso il giallorosso. Svilar è stato il miglior portiere della scorsa Serie A e si sta confermando protagonista assoluto anche in questa stagione. Continuità, sicurezza, personalità: qualità che trasformano una squadra buona in una squadra che può sognare. Ed è qui che cambia la prospettiva della Roma. Perché una difesa solida nasce anche dalla fiducia. (…).
La corsa al quarto posto si decide sui dettagli. Un tiro deviato, un riflesso sulla linea, una mano aperta all’ultimo secondo. In un campionato equilibrato, le “salva-risultato” fanno la differenza tra restare in scia e restare fuori. E allora sì, la missione Champions della Roma passa anche – e forse soprattutto – dalle mani di Svilar. Contro la Juve servirà un’altra notte da protagonista. Un’altra parata da copertina. Un altro mattone nel muro. Perché quando un portiere para anche l’impossibile, i sogni smettono di sembrare lontani. E a Trigoria, oggi, la strada verso l’Europa più grande ha un numero preciso: 82,22. (…).
FONTE: Il Corriere dello Sport – J. Aliprandi











