Il legame tra Gasperini e Roma è sempre più indissolubile. La mattina a Trigoria, il pomeriggio all’Università Cattolica del Sacro Cuore per partecipare a un incontro con gli studenti della facoltà di Medicina. «Il Coraggio di Sbagliare» è stato il tema centrale dell’evento, in cui il piemontese ha dimostrato di essere un maestro di vita, non solo di calcio.
Accolto dal boato e dagli applausi scroscianti degli studenti, Gasp si è soffermato sulla convivenza con l’errore: «Per noi fare errori è la normalità, ma un errore diventa qualcosa di positivo». Riprendendo, poi, un concetto che ripete ai suoi giocatori dopo una sconfitta: «Io dico sempre “Noi non perdiamo mai, o vinciamo o impariamo”. Dalle sconfitte si impara molto di più che dalle vittorie. Se con la Juve fosse finita 3-2, saremmo stati più felici (ride, ndr), ma non avremmo visto gli errori commessi». Una mentalità vincente, secondo Gasperini, si costruisce «eliminando la cultura degli alibi».
E, poi, l’insegnamento più importante: «Nello sport non c’è fallimento, non c’è sconfitta, si perde solo quando si molla. Esistono gli errori da cui bisogna ripartire. Si parla di fallimento quando l’atteggiamento è sbagliato». Prima dei saluti, Gasp ha ricordato perché ha scelto la Roma: «Volevo mettermi in gioco nella piazza indicata da tutti come la più difficile. È una sfida, vengo qui per fare bene. Il livello di rischio è maggiore, ma se fai bene a Roma la gratificazione è più alta».
FONTE: Il Tempo – G. Turchetti











