Per la Roma, Donyell Malen è diventato una presenza irrinunciabile. Una certezza alla quale aggrapparsi. Così il centravanti olandese si trova davanti a un finale di stagione che promette di chiedergli gli straordinari. Quelli che esaltano i grandi, ma anche quelli che rischiano di consumare energie, soprattutto quando il calendario corre senza concedere respiro. Perché la situazione nel ruolo di punta, a Trigoria, resta sportivamente drammatica.
Gli infortuni hanno svuotato il reparto avanzato: Dybala (fuori un mese e mezzo), Ferguson (stagione finita) e Dovbyk (torna tra un mese) sono ai box. E allora l’ex Aston Villa resta l’unico riferimento offensivo vero. Alle sue spalle c’è il talento acerbo di Robinio Vaz. Ha diciannove anni, entusiasmo e prospettiva, ma non ha ancora giocato titolare e deve entrare pienamente nei meccanismi.
E allora Gasp studia le contromisure. Gestione negli allenamenti, lavoro mirato per evitare sovraccarichi. I numeri di Malen raccontano una storia che non è solo una questione di gol. Dal suo debutto è primo in campionato per tiri totali (36), per tiri in porta (13), per conclusioni dentro l’area (31, di cui 13 nello specchio), per tocchi in area (70) e per expected goals (5,48). Non a caso la Serie A lo ha eletto miglior giocatore del mese di febbraio, riconoscimento che ritirerà all’Olimpico prima della sfida contro il Lecce.
Nel frattempo prende forma il suo futuro in giallorosso. Il riscatto obbligatorio da 25 milioni sembra già scritto. Anche al di là del quarto posto. Perché la valutazione che accompagnava l’arrivo di Donyell è già cresciuta. E se un domani la società capitolina dovesse persino pensare a una cessione, potrebbe ricavare almeno una decina di milioni in più rispetto alla cifra del riscatto.
FONTE: Il Corriere dello Sport – J. Aliprandi











