La cosa certa è che lo stadio, adesso, tutti lo aspettano, seppure con animo diverso. I consiglieri comunali sugli scranni in Aula Giulio Cesare, dove il progetto planerà dopodomani per una sorta di conferma dell’interesse pubblico a blindare politicamente l’opera in vista dell’ultima curva davvero pericolosa, i 180 giorni di analisi al microscopio della Conferenza dei servizi decisoria. Quindi, i Friedkin, sono inevitabilmente in attesa di celebrare la posa del primo mattone sul quale è stabile la soglia di 1,3 miliardi di euro. Ma è soprattutto Pietralata a trattenere il respiro per la nascita dello Stadio della Roma. Perché mentre i vigilantes sorvegliano le entrate del cantiere, spesso visitate dai vandali, e le gru si occupano di portare avanti i carotaggi per gli approfondimenti archeologici, tutto il quartiere ha già iniziato a cambiare la sua prospettiva, sia in positivo che in negativo. Del resto c’è chi vede affari d’oro all’orizzonte, come i commercianti di zona abituati a tirare a campare in questo pezzo di città da sempre nella doppia morsa di degrado e traffico: “Qua ci speriamo, 60 mila persone tutte insieme sono una bella novità per chi, come noi, vive dei propri incassi.
Ci sono dei pro ma anche dei contro, s’intende. E spero che in Comune pensino anche a noi del quartiere, perché qui le strade si allagano sempre e c’è un grande problema di parcheggi: dicono che ne vogliono farne uno da 10 mila stalli allo stadio, ma le altre 50 mila persone poi dove la parcheggiano la macchina?”. E poi c’è chi non deve fare affari, ma solo continuare a vivere in un quartiere che promette di trasformarsi in maniera profonda e radicale. Non ancora sicuro se positiva, però. “Le vie che affacciano su Monti Tiburtini sono un disastro quotidiano: siamo condannati a restare in macchina per ore. Ma come possono fare uno stadio davanti a un ospedale? Sarà il caos”. Aula Giulio Cesare Roma “Qua ci speriamo, 60 mila persone tutte insieme sono una bella novità per chi, come noi, vive dei propri incassi. Ci sono dei pro ma anche dei contro, s’intende. E spero che in Comune pensino anche a noi del quartiere, perché qui le strade si allagano sempre e c’è un grande problema di parcheggi: dicono che ne vogliono farne uno da 10 mila stalli allo stadio, ma le altre 50 mila persone poi dove la parcheggiano la macchina?”. “Le vie che affacciano su Monti Tiburtini sono un disastro quotidiano: siamo condannati a restare in macchina per ore. Ma come possono fare uno stadio davanti a un ospedale? Sarà il caos”
FONTE: Il Corriere della Sera











