E come l’anno scorso, e come l’anno prima. Non è una canzone, è la storia recente della Roma. Sempre la stessa,
ciclica, sorprendente nel suo infinito ripetersi. Da quando Dan Friedkin è proprietariodel club, solo Claudio Ranieri
un anno fa è arrivato davvero a giocarsi la qualificazione Champions all’ultimo chilometro della maratona. Per il
resto, la primavera — più o meno inoltrata — ha sempre disegnato la resa. O, in altri casi, una scelta da fare, privilegiare l’Europa perché lottare su due fronti non pareva possibile. Rieccoci qui. Riecco la Roma alla vigilia dell’ennesima partita della vita, giovedì contro il Bologna, serata che i tifosi stanno preparando con la solita emozionante coreografia fatta di millemila bandiere. Ma la Roma ci arriva nel peggiore dei modi. I guai arrivano da lontano. Chi si ferma a osservare le due sconfitte consecutive con Genoa e Como è fuori strada, o meglio, ha una visione parziale.
Dal 25 gennaio, ovvero dalla partita col Milan in poi, la Roma ha vinto solo due volte su 10, contro Cagliari e Cremonese all’Olimpico. Altro che Champions League, altro che quarto posto: in serie A, in
questo settore, è 15a. Conveniente parlare solo di scelte limitate nell’organico. Ma è doveroso andare un po’ piĂą a fondo. E magari scoprire che marzo non è mai stato, statisticamente, un mese positivo per Gasperini in campionato. Nell’intero periodo passato sulla panchina dell’Atalanta, solo a novembre il tecnico ha avuto una media punti piĂą bassa (1,62) dell’1,76 con cui ha viaggiato a marzo. I motivi possono essere molteplici, certo. E magari spiegano anche il calo di rendimento psicofisico di diversi calciatori. L’ottimismo arriva (…) spostando lo sguardo un po’ piĂą in lĂ . Dice Gasp: «I conti si fanno piĂą avanti, dobbiamo essere bravi ad arrivare in fondo in corsa su tutto». PerchĂ© le sue squadre, se entrano in volata con gli avversari, spesso trionfano: aprile e maggio
sono tra i suoi mesi migliori in assoluto, dietro solo a ottobre per punti conquistati a Bergamo. Però, numeri alla
mano, è bene dirlo subito: servirà un’impresa.
Se la quota Champions sarĂ quella dei 71-72 punti citata da Gasp, vorrĂ dire che per sperare di arrivare quarta la Roma dovrĂ vincere 7 delle ultime 9 gare di serie A. Un’inversione a U rispetto all’andatura attuale. Possibile solo se i big, quelli del nucleo forte, torneranno ai livelli del girone d’andata. In calo evidente ci sono Svilar, Mancini, Celik, Hermoso (…), KonĂ© e pure Cristante: per loro e perla Roma tutta Gasp farĂ un richiamo di preparazione durante la sosta. L’obiettivo è non arrivare a giugno di fronte all’ennesima ripartenza, la millesima squadra da ricostruire e due-tre cessioni top necessarie (…). Insomma, la solita storia.
FONTE:Â Il Corriere della Sera – D. StoppiniÂ











