Dei novantanove anni di storia della Roma, Bruno Conti ne ha vissuti più di cinquanta da protagonista. E il prossimo 30 giugno, quando scadrà l’attuale contratto, rischia di segnare la fine di un’era. Perché mai come in questa occasione, la leggenda giallorossa sembra sul punto di separarsi dal suo amato club. Poche settimane fa ha spento settantuno candeline e alla base della sua scelta ci sarebbero, innanzitutto, motivazioni personali e una comprensibile stanchezza.
Il club giallorosso, inoltre, sta ristrutturando il proprio settore giovanile, affidandone la responsabilità a Massimo Tarantino – il cui ritorno è sempre più imminente – e scegliendo Pasquale Berardi come capo scouting. Nessuna promozione, di conseguenza, per Conti, che oggi si occupa dei giovani dai quattordici anni in giù. Un ruolo che rischia di stargli «stretto».
Non è stata ancora presa una decisione definitiva. Nei prossimi giorni, infatti, è previsto un incontro con la società per capire se esistono dei margini per proseguire insieme, ma questa volta Conti sembra seriamente ad un passo dall’addio. Che sancirebbe la fine di un’avventura cominciata all’inizio degli anni settanta – nel settore giovanile – quando era semplicemente una meravigliosa promessa. Con la maglia della Roma ha vinto tutto, coronando il sogno di diventare Campione d’Italia.
Si è fermato a pochi millimetri dalla conquista della Coppa dei Campioni, sfumata ai rigori con il Liverpool nella serata dell’Olimpico 1984. Senza dimenticare le gioie in Nazionale. Nel 1982 Conti si prese la scena nei Mondiali conquistati con l’Italia, tanto da essere riconosciuto da Pelé come il miglior giocatore della manifestazione. Ricevette, addirittura, lo storico soprannome «Marazico», un mix tra Maradona e Zico. Una sola vita donata alla Roma non bastava.
E, allora, una volta appesi gli scarpini al chiodo, è diventato responsabile del settore giovanile, scovando numerosi talenti. In un momento in cui la Roma stava affondando, fu anche nominato allenatore dal posto di Delneri. Un ultimo giro sulla panchina giallorossa l’ha effettuato nella prima giornata della stagione 2023-2024, contro la Salernitana, quando Mourinho e il suo vice Foti erano squalificati.
Una lunga storia d’amore, direbbe Gino Paoli, giunta però ai titoli di coda. Proprio ad un passo dalla stagione in cui la Roma festeggerà i suoi cento anni di vita. A meno che il club non lo convinca a restare. Una circostanza che sta vivendo anche Alberto De Rossi dopo una vita trascorsa a plasmare giovani talenti in giallorosso. Il contratto scadrà tra due mesi, ma segnali di rinnovo da parte del club non sono arrivati.
FONTE: Il Tempo – G. Turchetti











