Il chiarimento può attendere. Gasperini è nervoso e Ranieri non ha voglia di parlarci troppo, anche se i due sono rimasti a Trigoria fino a tarda serata. Non è ancora il tempo della tregua. Un incrocio di sguardi e qualche battuta è il massimo che il tecnico e il senior advisor si concedono dopo il ring mediatico del venerdì. Di fatto, il fine settimana non ha portato consiglio, ma solo qualche sorriso di circostanza, misto di amarezza e risentimento. (…). Intorno a mezzogiorno, i duellanti entrano nel centro sportivo quasi uno dopo l’altro. «Già state qua?», si lamenta Gasperini con i cronisti.
Le uniche parole sulla questione. Il senior advisor corre verso il suo ufficio, il tecnico verso il campo. Binari separati. Tanto silenzio che fa rumore, che allontana la pace, forse per sempre. Perché adesso manca proprio la volontà di sedersi, chiarire, ricominciare. Nessuno è disposto a fare un passo verso l’altro: il tecnico ha messo da parte, una volta per tutte, i panni del conciliatore. «Proseguo monorotaia», il commento dopo la partita di venerdì. Per la serie: ci penso io, lasciatemi da solo, la mia linea è quella giusta. Mentre Ranieri – (…) – preferisce farsi da parte.
La sua pazienza è finita. In breve: per il senior advisor è meglio l’uscita di scena che la pace forzata, di facciata. Non vuole più saperne delle frecciate dell’allenatore. L’ultimo terreno di conflitto – sulla questione infortuni – l’ha fatto deragliare. Perché Gasperini ha messo ancora in discussione quella parte di staff che invece ha il pieno sostegno di Ranieri. Se i medici consigliano di aspettare per il rientro di Wesley, Gasperini preme invece per averlo di nuovo in campo. E non è certo l’unica volta che si finisce per litigare sul recupero dei giocatori. Di fatto, regna l’incomunicabilità. Chi ancora sperava in una temporanea riconciliazione (…) è rimasto deluso.
La strategia del silenzio, intrapresa dalla proprietà in questi giorni, voleva creare terreno fertile per una soluzione interna, lontana dai riflettori. Dan Friedkin sperava in una pace a tempo, fino alla fine del campionato, per il bene del club. Per questo, finora, non si è voluto immischiare tra i due litiganti. Ma sarà costretto a farlo (…), se nei prossimi giorni non vedrà delle strette di mano. Il club sa che la frattura tra i due non può essere sanata, ma vuole provare a spostarla più avanti nel tempo, evitando di fare rumore mentre la squadra cerca di arrivare tra le prime quattro della Serie A. Il bottino della qualificazione in Champions, del resto, è un richiamo all’ordine che non può essere ignorato.
FONTE: La Repubblica – N. Maurelli











