C’è lunedì e lunedì. C’è quello da odiare, come per Vasco Rossi. Quello che invece segna un inizio. Oppure quello dei confronti, prendi otto giorni fa in casa Roma. E poi c’è ieri: Gian Piero Gasperini e Claudio Ranieri a Thgona. Sì, pure il senior advisor. Nessun contatto. Ma il territorio si marca, in ogni caso: vecchia regola da tenere sempre a mente. Come quella dei risultati, che a volte viene dimenticata: intorno a quelli si orienta il calcio, del resto non è casuale che il caos dei rapporti interni a Trigoria sia deflagrato nell’ultimo periodo, nonostante le frizioni fossero iniziate giĂ da mesi, non settimane. Ogni stagione porta con sĂ© le sue recriminazioni, i suoi rimpianti, gli infortuni, gli arbitraggi, la sfortuna, le cavallette. Qui siamo a due vittorie nelle ultime 9 partite, ultimo successo in trasferta il 18 gennaio (era il debutto di Malen), allargando l’obiettivo la fotografia dice che Cristante e compagni, nel girone di ritorno, hanno fatto gli stessi punti di Lazio, Fiorentina e Sassuolo, uno in meno del Genoa. Dunque, il calo viene da lontano, ben prima del 3-3 di Gatti che pure un, contraccolpo l’ha provocato. Il quarto posto è ormai andato, ma la qualificazione all’Europa League è il traguardo minimo che il club non vuole fallire. Cinque partite da non sbagliare, per finire davanti al Como e non rischiare di mettersi a fare i conti con chi vincerĂ la Coppa Italia, così da evitare la Conference. PerchĂ© sì, è vero, la Roma ha avviato un processo di rinnovamento anche lodevole. Ma sarebbe molto complicato difenderlo, a tutti i livelli, in caso di frenata ulteriore da qui alla fine. Va evitato il flop totale, insomma. Lo chiede la proprietĂ .
FONTE: Il Corriere della Sera











