La Coppa del Mondo di calcio edizione 2026 non sarà semplicemente il torneo più grande mai organizzato – (…) – ma il primo evento sportivo globale progettato come sistema digitale in grado di integrare dati sensibili, generare insight e supportare decisioni. Un salto tecnologico, in cui l’intelligenza artificiale non gioca più da layer aggiuntivo ma in veste di sistema operativo che piloterà processi e orchestrerà le azioni dei vari protagonisti del torneo, da chi scenderà in campo (…) all’esercito di tifosi che seguirà la Fifa World Cup sugli spalti e online. A far funzionare tutto c’è un’infrastruttura fisica ed è in gran parte firmata da Lenovo, che della manifestazione è Official Technology Partner e fornirà i server edge localizzati negli stadi, sistemi di elaborazione centralizzati, dispositivi e applicazioni software che gestiranno le attività in campo e la fan experience.
Il suo compito? Analizzare centinaia di milioni di dati e oltre 2mila metriche calcistiche per restituire in pochi secondi (…) insight che fino a oggi richiedevano interi team di analisti: (…) quanto il fatto che tutte le nazionali in gara avranno accesso in tutta sicurezza (…) allo stesso livello di intelligence, indipendentemente dalle risorse disponibili. Allenatori e relativi assistenti, insomma, potranno interrogare il sistema in linguaggio naturale, simulare scenari tattici e visualizzare dinamiche di gioco attraverso clip video e modelli tridimensionali, aprendo a una fase della gestione operativa della partita, in cui intuizione e calcolo convivranno in modo sempre più stretto. Parallelamente, l’integrazione tra computer vision, sensorie Ai generativa ridefinisce anche l’arbitraggio: avatar digitali 3D dei singoli giocatori, costruiti su scansioni delle delle loro dimensioni fisiche, permetteranno infatti di rappresentare in modo più accurato e comprensibile situazioni complesse come il fuorigioco, portando in dote innovazione a livello comunicativo.
La tecnologia renderà infatti ancora più comprensibile e trasparente agli occhi degli spettatori l’iter decisionale dei giudici di gara, che diventerà parte integrante dell’esperienza di visione. Le ricostruzioni dinamiche delle azioni di gioco, questo l’obiettivo di fondo, cambiano la percezione stessa del gioco, sia dal punto di vista arbitrale sia (…) da quello dello spettatore. Nella stessa direzione va la “Referee View”, la visuale prodotta da “bodycam” stabilizzate con AI indossata dall’arbitro. L’esperienza nel suo complesso, questa la visione di Lenovo e Fifa, si eleva allo status di interattiva e data-driven con tifosi e appassionati che saranno accompagnati e guidati a comprendere i meccanismi tecnici della partita.
C’è il rischio che tale arricchimento informativo pregiudichi l’intensità emotiva della visione di un match calcistico? «L’avatar foto realistico e la referee view stabilizzata-risponde in proposito Rizzo- migliorano la chiarezza e l’accuratezza dell’indicazione fornita all’arbitro e al pubblico e non costituiscono una sovrastruttura più complessa, proprio perché l’informazione diventa più leggibile. L’evoluzione punta a democratizzare l’accesso all’intelligenza calcistica e non a sostituire il giudizio umano, la tecnologia deve aumentare trasparenza e comprensione senza togliere l’imprevedibilità e l’emozione che rendono lo sport tale».
La trasformazione che porta in dote la World Cup 2026 si materializza anche lontano dal terreno verde, rispondendo all’esigenza di gestire le centinaia di migliaia di spettatori attesi negli stadi ei miliardi collegati da remoto. Ed è quello che promette di fare l’Intelligent Command Center, una piattaforma che aggregherà informazioni in tempo reale da stadi, broadcaster, sistemi di trasporto e di sicurezza per generare analisi e suggerimenti operativi a ciclo continuo, facilitare gli spostamenti tra le diverse città e adattare servizi alle condizioni effettive. Al suo fianco, entreranno in gioco i “digitaltwin” delle varie sedi, e quindi repliche virtuali di stadi e aree circostanti che consentiranno di monitorare flussi di pubblico e prevenire criticità in modo proattivo.
FONTE: Il Sole 24 Ore











