Il casting è aperto, le luci sono accese su Trigoria e il copione è già scritto: la Roma vuole il suo nuovo direttore sportivo, e lo vuole il prima possibile. Non è solo una questione di nomi, ma di visione. Perché il secondo anno del progetto targato Gasperini non può permettersi esitazioni: serve un architetto del mercato capace di costruire, rifinire e osare. La situazione di Massara appare ormai delineata. L’addio è nell’aria, quasi inevitabile. A dirlo, senza dirlo, è stato lo stesso Gasp con quel riferimento a una “mancanza di feeling” che pesa come un macigno. Poi le telefonate, i sondaggi, i contatti: segnali chiari di un cambiamento già in atto.
Eppure Massara, da professionista impeccabile, resta al suo posto. Testa bassa, lavoro costante: plusvalenze da chiudere, conti da sistemare, fair play finanziario da rispettare. Dentro l’ufficio si lavora, fuori si decide il suo sostituto. E il futuro ha un nome che rimbalza sempre più forte nei corridoi del Fulvio Bernardini, più dei Giuntoli, Sogliano, D’Amico e altri: Giovanni Manna. È il suo il profilo che unisce, che convince, che accende entusiasmo. Il pressing della Roma è serrato, continuo.
L’obiettivo? Strapparlo al Napoli con cui ha vinto lo scudetto all’esordio e portarlo nella Capitale per aprire un nuovo ciclo. Manna piace perché è moderno, concreto, giovane, vincente. Piace perché ha dimostrato di saper costruire squadre vere, mescolando talento ed esperienza con una visione chiara. Piace, soprattutto, perché incarna perfettamente l’idea di calcio di Gasperini, che non ha nascosto poche settimane fa quanto sia fondamentale il legame tra allenatore e direttore sportivo: una coppia, quasi una simbiosi.
I numeri, del resto, parlano per Manna. Gli innesti di McTominay, Neres e Buongiorno raccontano un mercato chirurgico, mirato, perfettamente in linea con le esigenze di Gasperini. Giovani di prospettiva come Alisson invece rappresentano la visione della proprietà: investimento oggi, valore domani. Due anime, una sola strategia. Esattamente ciò che serve alla Roma.
E il fatto che Manna abbia lavorato nella Next Gen della Juventus è senz’altro un valore in più per la sua scelta. Tra l’altro, è nei programmi futuri del club creare una squadra “B” da far iscrivere in Serie C per coltivare meglio i propri talenti. Ma attenzione: la strada è tutt’altro che in discesa. Convincere prima Manna e poi De Laurentiis non sarà semplice. Il ds è legato al Napoli da un contratto lungo, fino al 2029.
Serve un colpo da maestro, uno di quelli che spostano gli equilibri prima ancora del mercato dei giocatori. Ecco perché, sullo sfondo, potrebbero entrare in scena direttamente i Friedkin. Una mossa forte, decisa, per ottenere quel doppio sì che darebbe alla Roma qualcosa di più di un semplice ds: darebbe una direzione. Una vera, concreta, ambiziosa progettazione. E a quel punto, si, il secondo atto dell’era Gasperini potrebbe davvero cominciare.
FONTE: Il Corriere dello Sport











