GiĂą le mani da Svilar, verrebbe da dire. La storia però ci racconta che, una grande squadra, vince anche senza un fenomeno in porta. Basta averne uno buono, normale, che sappia parare il parabile. C’è un’altra storia però che dimostra il contrario e la Roma l’ha vissuta. Dopo la partenza di Alisson, anno 2018, i giallorossi ci hanno messo un bel po’ a tappare quella falla. Difficile trovare un portiere a costi sostenuti, ed è sempre un rischio liberarsi di un leader – oltre che di un grande portiere – come Svilar. Che, sia chiaro, è l’elemento della Roma piĂą spendibile nel prossimo mercato: nella lista ci sono pure KonĂ©, SoulĂ© e Ndicka, quest’ultimo arrivato a parametro zero come Svilar, ma non ha il suo stesso valore di mercato. Con i soldi di una cessione di Svilar, come valutazione siamo oltre i cinquanta milioni, il club risolverebbe una buona parte dei problemi con il Fair play finanziario e le plusvalenze da ricavare entro il 30 giugno, ma si ritroverebbe a sostituire un elemento – ad oggi – insostituibile.
Tornando al discorso di partenza, una grande squadra, uno scudetto, lo vincerebbe pure con un portiere normale, ma se sei una squadra che subisce tante occasioni da rete come la Roma di Gasp è piĂą complicato, Mile nella prima parte della stagione ha mascherato tanti problemi difensivi con parate da extraterrestre. La Roma è arrivata al punto di avere uno come Svilar che può fare la differenza in campo e negli uffici finanziari. PiĂą di un buon difensore come Ndicka e piĂą di un centrocampista di alto livello come KonĂ© o di un giovane talento come SoulĂ©? Ai posteri l’ardua sentenza. Si sappia però che Mile negli ultimi due anni, con Falcone (che verrebbe a Roma di corsa) è l’unico portiere ad aver giocato 72 partite su 72 in Serie A ed è quello con la piĂą alta percentuale di parate, il 77%; è secondo in A per clean sheet (15) dietro a Butez del Como (16); secondo pure per percentuale di patate 77.5% dietro a Maignan 77.7%; sesto per reti evitate (4,49). Gasp non ha mai dato troppo peso ai portieri, anche se ne ha avuti di buoni. Ma di Svilar non farebbe a meno così facilmente.
FONTE: Il Messaggero











