Cinquanta milioni? Forse non bastano. Donny Malen si è preso la Roma, la Serie A e adesso anche il mercato europeo. I Friedkin sono pronti a blindarlo: nel weekend è atteso nella Capitale il via libera definitivo (e scontato) della proprietà per il riscatto dell’olandese dall’Aston Villa. Venticinque milioni per tenersi stretto un attaccante che, in appena pochi mesi, ha già raddoppiato il proprio valore a colpi di gol, accelerazioni e prestazioni da fuoriclasse assoluto. Undici reti in quattordici partite di campionato: numeri da cannibale, da uomo copertina, da trascinatore vero. Gasperini lo considera intoccabile. Per lui Malen non è soltanto il bomber della nuova Roma: (…). E mentre mezza Europa si muove nell’ombra, a Trigoria il messaggio è chiarissimo: Donny è fuori mercato. Almeno per adesso. Perché quando un giocatore entra in questa dimensione, le tentazioni diventano inevitabili, e i soldi delle big fanno gola a tutti. Il Barcellona osserva, la Premier si agita: Chelsea, Manchester United e Newcastle hanno già acceso i radar sull’olandese che sta incendiando il campionato italiano.
Malen però pensa soltanto al campo. Alla Fiorentina. Alla corsa scudetto personale che porta un nome preciso: Lautaro Martinez. Il centravanti dell’Inter è fermo a quota 16, causa infortuni, Donny insegue e ci crede davvero. Non è semplice ambizione: è fame pura. È la convinzione feroce di chi sente il momento e vuole divorarlo fino in fondo. Contro la Fiorentina cerca un altro gol, ma soprattutto un altro pezzo di storia. Perché i suoi numeri stanno diventando clamorosi anche in prospettiva storica. Nell’era dei tre punti soltanto Batistuta ha segnato più reti dopo le prime 15 partite di Serie A con la maglia della Roma: 14 contro le 11 dell’olandese. (…). Eppure Malen non sembra soffrire il confronto: lo alimenta, lo rincorre, quasi lo sfida. Dal giorno del suo debutto in giallorosso, il 18 gennaio, nessuno in Serie A ha segnato più di lui. Nessuno ha calciato di più nello specchio della porta: 22 conclusioni che raccontano perfettamente la natura del suo calcio. Verticale, feroce, continuo. (…).
E poi c’è il dato che forse spiega meglio di tutti la dimensione raggiunta da Malen: il rapporto tra minuti giocati e gol realizzati. In Italia non esiste nessuno come lui. La sua media di 0,87 reti a partita lo piazza al terzo posto tra i grandi bomber dei top 5 campionati europei. Davanti resistono soltanto mostri sacri come Harry Kane e Kylian Mbappé. L’inglese viaggia a 1,38 gol ogni 90 minuti con il Bayern Monaco, il francese invece è appena sopra quota 0,90 con il Real. Malen è lì, a un soffio, seduto al tavolo dei giganti. Una media superiore a quella di Lewandowski (0,83) e Haaland (0,81). Lo spessore degli attaccanti parla chiaro. La Roma se lo gode, Gasp lo protegge, l’Europa lo studia. E lui continua a correre, segnare, travolgere. Con la faccia di chi non vuole fermarsi proprio adesso, sul più bello. La corsa Champions è accesa, e lui vuole deciderla: riuscire nell’impresa significherebbe diventare un vero e proprio eroe dell’ambiente romanista. (…)
FONTE: Il Corriere dello Sport – J. Aliprandi











