Ricomincia da tre, la Roma femminile. Sul tetto d’Italia, di nuovo. Altro che rivoluzione, questa è consacrazione: tris col tricolore nella stagione delle incognite trasformate in certezze: squadra (quasi) tutta nuova, come il tecnico Luca Rossettini, col passato in Serie A ma nessuna esperienza sulla panchina di una prima squadra. «Ditemi che non è un sogno», piange Corelli. Sì, ma è un sogno vero, al primo ciak. La protagonista? Manuela Giugliano da Oscar contro la Ternana, battuta 2-0. Fa tutto la capitana della Roma, con una doppietta che vale un altro scudetto. Il terzo della sua esperienza giallorossa, il terzo dal 2018 (l’anno di fondazione del club), il terzo nelle ultime quattro stagioni. Manuela regina di Roma nell’anno che doveva cambiare tutto, ma che invece ha lasciato tutto com’era: le giallorosse tra le prime della classe.
Senza rivali nel campionato vinto con due giornate d’anticipo. Merito di un rigore nel primo tempo, che Giugliano deve calciare due volte. Il bis è un capolavoro, favorito dalla sponda di testa di Viens. Poi una mezz’ora d’attesa, davanti agli occhi dei pezzi grossi della squadra maschile: il ds Frederic Massara; Tullio Gritti, vice di Gasperini; Michael Gandler, il responsabile dell’area commerciale. «I campioni siamo noi», cantano i tifosi sulle tribune sold out. E sorridono, piangono, le ragazze della rivoluzione che rivoluzione non è. Soltanto Greggi è rimasta dal giorno uno, quello della fondazione. Mentre Giugliano, grande appassionata di Lego, c’è dal 2019. Può cambiare tutto, ma la sua Roma è una costruzione indistruttibile.
FONTE: La Repubblica











