L’ex giallorosso, Marco Delvecchio, tanti gol al derby, ha rilasciato alcune dichiarazioni sulla stracittadina che si giocherà domenica alle ore 12.00 all’Olimpico:
Lei è nato a Milano, ma il legame con la Capitale è strettissimo… “È vero, sono nato a Milano, però mi sento romano a tutti gli effetti. Da quando sono andato a Roma mi sono trovato subito a mio agio. Mi sento romano anche per il carattere, per il mio modo di approcciarmi alle persone. Sono sempre allegro, pronto alla battuta. Romano romanista? Assolutamente”.
Nei suoi dieci anni in giallorosso ha avuto una costante: Francesco Totti… “Francesco è stata la costante per tutti quelli che sono passati a Roma in quasi 20 anni. È la bandiera, l’ottavo re di Roma giustamente, perché è stato veramente il più grande giocatore che è passato qui”.
Cosa scatenava in lei la sfida con la Lazio? “Forse la prendevo proprio come la partita più importante dell’anno e mi caricava. La vivevo in modo molto spensierato, non ero teso o nervoso. Forse quello è stato il mio segreto per riuscire a rendere bene”.
L’11 aprile 1999 resta una data memorabile per i tifosi… “Sì, venivamo da quattro derby persi. Abbiamo vinto 3-1, ho fatto due gol io e uno Francesco. È stato lo spartiacque, perché da lì abbiamo iniziato a vincere più derby noi che la Lazio”.
Cosa significa questa partita per la città? “Appena arrivato mi dissero: mi raccomando il derby. È una partita che ti può cambiare una stagione, ti può dare la spinta per vincere o buttarti giù. Un mese prima già iniziano ad arrivare a Trigoria a ricordartelo. Si percepisce in ogni persona che incontri, arrivi veramente carico”.
FONTE: La Gazzetta dello Sport











