Oggi festeggiano i loro compleanni, Edoardo Bove, 24 anni, e Giacomo Valentini, avrebbe compiuto 115 anni:
Edoardo Bove, nato a Roma il16 maggio 2002. Il centrocampista, cresciuto prima nel vivaio della Boreale-Don Orione e poi in quello della Roma, ha giocato nella prima squadra giallorossa dal 2022 al 2024 totalizzando in tutte le competizioni ufficiali 92 presenze e 4 reti. Dato in prestito alla Fiorentina (15 presenze e 1 rete in gare ufficiali) è rientrato alla Roma dopo il problema cardiaco accusato in campo con la maglia viola. Senza più il certificato italiano di idoneità fisica è stato ceduto alla squadra inglese del Watford con la quale è ancora tesserato.
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— AS Roma (@OfficialASRoma) May 16, 2026
Giacomo Valentini, nato a Roma il 16 maggio 1911, ma la data non è stata confermata come alcune rubriche riportano che la sua nascita risalirebbe al 21 gennaio 1915. Anche lui, come altri ragazzi romani di belle speranze, ha la sua grande possibilità nel 1935-36, dopo che la fuga degli argentini ha aperto una serie di problemi all’attacco che il povero Barbesino, tecnico giallorosso, non sa più come risolvere. La Roma lo ha prelevato nell’estate dal Montepaschi, una delle tante squadrette del panorama romano di allora, pensando con tutta evidenza di farlo maturare all’ombra dei fuoriclasse che vestono in quel lasso di tempo la maglia giallorossa. E’ una tipica aletta tutta finte e scatti improvvisi, provvista di estro e brio, come del resto prevedono i canoni del calcio dell’epoca. Barbesino, che dopo la fuga di Guaita e Scopelli si ritrova con un enorme problema all’attacco, che si ritrova in pratica monco, lo prova nelle prime partite e ne riceve una discreta risposta, condita anche dal goal che permette alla Roma di espugnare il campo del Bari. Il Littoriale dell’epoca si sbilancia e lo descrive come un giovane asso ormai sulla rampa di lancio, segno evidente che la stoffa ci sarebbe. Col passare dei mesi, però, Valentini non riesce a confermare le ottime impressioni sollevate al debutto, finisce ai margini della squadra e non ha più occasione di tornare in campo. Forse Barbesino non se la sente di puntare sui giovani in una situazione che rischia di bruciarli, fatto sta che da un certo momento, non vede più il campo, se non nelle partite delle riserve. E la sfortuna è duplice, perchè sul finire del torneo la Roma comincia a volare, anche per effetto dell’innesto di Dante Di Benedetti al centro dell’attacco, che fornisce un senso compiuto alla gran mole di gioco prodotta dalla squadra.
FONTE: Redazione Tuttoasroma / X AS Roma Official / Archivio storico UTR











