Stephan El Shaarawy lascerà la Roma il 30 giugno dopo 10 anni trascorsi nella Capitale. Le parole del giocatore e della moglie Ludovica Pagani:
Nel tuo messaggio di addio alla Roma hai usato l’espressione “casa”… “Roma mi ha accolto non una ma due volte, la prima nel 2016 e poi quando sono tornato dalla Cina. L’affetto che era rimasto tra la gente mi ha colpito tanto. Poi qui ho costruito le mie amicizie, ho comprato casa, Roma è il posto del cuore. Così come la Roma. Il club in cui sono cresciuto, come uomo e calciatore. Mi ha dato tantissimo e di certo mi mancherà”.
Ludovica, oggi sarai romanista, ma nasci tifosa di un’altra squadra? “Sono di Bergamo, simpatizzavo per l’Atalanta. Però vedi, ho tirato Gasperini di qua! La verità è che tifo solo per lui (…), ovunque andrà sarò sempre lì a vederlo. Certo, il pubblico romanista non l’ho mai visto da nessun’altra parte”.
Prende la parola Stephan: “Confermo. Tutta quella passione anche in campo si sente, si sente forte e chiara. E ci aiuta. Sempre. Pressioni? In una squadra importante come la Roma è giusto che ci siano”.
Stephan nel tuo lavoro serve anche tanta testa, ne parli con la tua “psicologa personale”?
“Io non parlo tantissimo, ma quando lo faccio lei è sempre pronta ad ascoltarmi e consigliarmi. Quello che si sta chiudendo è stato un anno un po’ più complicato dei precedenti. Ho giocato meno e le volte in cui ho giocato non ho fatto proprio l’attaccante, ho fatto il quinto, altri ruoli per cui anche i numeri sono stati diversi”.
Interviene Ludovica Pagani: “Però ha sempre dato il massimo”.
Riprende la parola El Shaarawy: “Io mi sono sempre messo a disposizione cercando di farmi trovare pronto ogni volta che mi chiamavano. E mi è stato anche riconosciuto dal mister come dal tifosi”.
Pagani: “È un professionista, io che lo vedo tutti i giorni so quanto si dedichi al calcio, è la sua vita”.
Roma resterà la vostra casa? “Il desiderio di entrambi è tornare qui quando smetterò di giocare, assolutamente sì. Questa è la nostra casa e lo sarà anche dei nostri figli”.
FONTE: La Gazzetta dello Sport – Sportweek











