Alle ore 13.30, Gian Piero Gasperini, risponderà alle domande dei giornalisti nella conferenza alla vigilia di Verona-Roma, match in programma domani 24 maggio alle ore 20.45 allo stadio Bentegodi:
Come arriva la squadra, dal punto di vista fisico e mentale, a quest’ultimo atto di un campionato così lungo e decisivo? E può dirci qualcosa in più sulle condizioni di Koné? “Koné ha recuperato e si è allenato con noi per tutta la settimana. Non è ancora al cento per cento della condizione, ma sarà sicuramente a disposizione. Valuteremo se impiegarlo dall’inizio oppure a gara in corso, però è un giocatore disponibile. Per quanto riguarda il resto della squadra, è chiaro che anche il cambiamento delle temperature incide: il caldo si fa sentire maggiormente. Ma, soprattutto, in questo momento pesa molto l’attesa di una partita così importante. Dovremo essere bravi ad arrivare pronti mentalmente e fisicamente al momento giusto, domani sera, quando inizierà la gara, perché si tratta di una sfida dal valore enorme”.
Salve mister, volevo chiederle, al di là di come andrà, che cosa la soddisfa di più, di quale traguardo è più felice in questo suo primo anno alla Roma? Questa è anche un po’ l’ultima volta che parliamo prima della partita e quindi ci sta anche un po’ un bilancio in questo senso, grazie… “Sì, è vero, generalmente quando si arriva a questo momento, è anche il momento dei bilanci, della stagione, di quello che è stato fatto. Però oggi faccio veramente fatica a ragionare in questo senso perché molto dipende… Molto siamo concentrati sulla partita di domani, perché sappiamo benissimo che sarebbe un traguardo per la società, per la città, per i tifosi, per la squadra, per i giocatori, sarebbe un traguardo insomma che manca da anni. Dipende da noi, non dobbiamo dipendere più da altri e magari tutti poi, insomma, i totali li faremo domani, dopo la gara. E oggi quello che prevale è sicuramente la tensione alla tensione a questa partita”.
Questa è una partita ovviamente da vincere ma che nasconde delle insidie, no? In settimana a Roma sono riemersi dei fantasmi del passato contro squadre già retrocesse, Roma-Reggina nell’86, Venezia-Roma nel 2002. Ecco, le chiedo quali sono i pericoli maggiori, i rischi da non correre e poi se ha dovuto lavorare anche sull’aspetto mentale in questa settimana o se li ha visti carichi, mi riferisco soprattutto a quei senatori che sono arrivati sempre a un passo dalla Champions, così vicini probabilmente solo nella finale d’Europa League. Come li ha trovati se sono mentalmente sul pezzo? No, ma tutta quanta la squadra è sul pezzo, tutta quanta la squadra è consapevole dell’importanza della gara. Per tutti quanti, come ho detto prima, quindi, è chiaro che una settimana che sembra lunghissima, che non arrivare mai alla fine, però, però sarebbe anche, insomma, il traguardo di una stagione che ci ha visto sempre molto compatti, molto uniti, che dove la squadra ha sempre risposto bene, è sempre stata molto applicata, con molta voglia di fare”.
Mister, buongiorno. Noi spesso parliamo di cifre, no? Ci divertiamo a fare i conti, no? a vedere quanto vale una posizione piuttosto che un’altra. Credo però che nella vita, come nello sport, non contano solo i soldi, no, probabilmente, ecco, e per fortuna. Insomma, in questi anni la società ha investito tantissimo, è stata una delle società che ha speso di più sicuramente in Italia, ma probabilmente anche in Europa e non è mai arrivata così vicino come stavolta a un obiettivo così importante. Io non le chiedo cosa, diciamo che cosa ha cambiato lei nella Roma, perché lo vediamo, no, nel gioco, nel modo di stare in campo. Vorrei però chiederle a livello interno, dentro Trigoria, dov’è che lei ha inciso di più? Cioè in che cosa ha cambiato la mentalità di questa società, secondo lei, nel metodo di lavoro quotidiano? “Guarda, anche qui non è stato un anno facile, tutt’altro. Quindi sicuramente io ho cercato di portare il mio modo di lavorare, il mio metodo che per tanti anni mi ha consentito di fare la mia carriera. Ho avuto la fortuna in primis di trovare ragazzi che mi hanno, sono stato credibile nei loro confronti. E questa è la cosa migliore che poi è stata probabilmente il segreto tra virgolette dei risultati che abbiamo ottenuto, dei 70 punti che abbiamo ottenuto fino adesso. Abbiamo trovato un feeling giusto, degli obiettivi comuni da sviluppare giorno per giorno. È chiaro che se vado indietro, insomma, sono passati Quasi 11 mesi sono veramente tanti, però adesso, quello che prevale veramente è riuscire a coronare un risultato che, in certi momenti neanche noi ci pensavamo fosse ancora raggiungibile. E forse questo lo rende ancora un po’ più atteso, no? Perché dipende da noi, dipende dalla partita di domani. Il calcio in queste cose è un po’ crudele, perché in 90 minuti ti vai a giocare veramente molto, però, prima accennava dei risultati negativi, però, mi auguro e penso ne sono stati fatti, quelli si dimenticano, no? quelli negativi rimangono impressi, però chissà quante volte ha vinto partite decisive la Roma, per raggiungere degli obiettivi, quindi bisogna guardare a quelli”.
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FONTE: Redazione Tuttoasroma – dall’inviato a Trigoria R. Molinari








TRIGORIA Gasperini: “Koné ha recuperato ma non so se giocherà dall’inizio” (TESTO)(VIDEO)










