Ora che la Champions c’è, a Roma potranno ben dire che non tutti i Malen vengono per nuocere. Tutti in piedi per questo olandese sbarcato a ricordarci belle storie vissute dai giocatori “orange” in Italia. Gasperini ha trovato il suo 13 in schedina quando gli hanno recapitato l’olandese acchiappa gol. Cinque mesi per cambiare la faccia a un campionato. A dimostrazione che un buon centravanti ti porta in Paradiso. Juve e Milan avranno preso nota. Poi raccontiamola pure sulla bravura dei tecnici. Senza grandi giocatori non c’è mago che tenga. (…).
Stavolta è andato poco oltre le attese della sua prima annata romana. E ancora una volta il suo Malen è stato un bene quando, dopo 10 minuti della ripresa, ha dato svolta alla partita. Dapprima calciando male il rigore annullato da Montipò, ma uscendone bene sulla palla rimessa in gioco dall’intuito di Dybala: e fu subito gol, il quattordicesimo in campionato – alla pari di Douvikas del Como, davanti il solo Lautaro a quota 17 – a fare pendant con il suo numero di maglia. (…). E minuto numero 13 è quello del primo vero tiro romanista verso la porta veronese: opera di Cristante.
Primo tempo faticoso, mentalmente e fisicamente, (…). E onore anche a El Shaarawy che ha salutato con la rete del 2-0. Ma attenti al 13. Nel calcio italiano il “13” è sempre stato considerato numero portafortuna. Ci ha creduto anche la Roma che, prima di quest’ultima partita che valeva il posto Champions, era aggrappata ai “13” che si era conquistata. Tredici i gol di Malen che avevano portato la squadra sulla porta della Champions, 13 i punti nelle ultime 5 partite, 13 le edizioni Champions in cui era apparsa la Roma prima di salutarla il 6 marzo 2019, dopo la sconfitta con il Porto negli Gian Piero Gasperini Roma: poco ha tirato in porta e tanto ha rischiato sui contropiede del Verona con Bowie intenzionato a mantenere la fantastica media delle ultime quattro partite in cui è andato sempre in gol, sebbene in trasferta.
Lo scozzese volante ci ha provato dopo 24 secondi, poi passati 4 minuti, infine al minuto 40 quando Svilar ha dimostrato, davvero, di essere il miglior portiere della serie A, non solo per votazione ma per i suoi effetti speciali: stavolta ha messo la mano sinistra a salvare il buon umore romanista e a portare il suo mattoncino per la coppa. Buon umore andato affievolendosi quando il Verona, con atteggiamento saggio e guardingo, ha dimostrato di arrivare spesso e volentieri al tiro in porta, davanti a una difesa e un centrocampo larghi. Ghilardi, ex veronese, per esempio ha infilato qualche incertezza su Bowie e Gasperini lo ha subito sostituito a inizio ripresa, come capitato anche all’innocuo Pisilli. E così dopo il primo tiro in porta di Cristante, è stato gran rimestare nel tinozzo delle speranze con Dybala in vena e Soulé molto meno (…).
Malen tenuto a freno da autentiche barriere umane. E solo il sinistro dolce di Dybala, scaturito da un calcio di punizione, ha costretto Montipò alla parata di classe. Un po’ poco per vincere la partita. Ma nel secondo tempo qualcosa è cambiato nella testa dei romanisti. Dybala ha fatto ancora intendere quanto pesi la sua qualità, salvo quella conclusione al minuto 65 respinta da Montipò: autentico uomo barriera. Il Verona ha mollato a poco a poco, pur onorando l’addio alla serie A dopo 7 anni. Valentini si è fatto espellere per fallo su Dybala. E Bowie si è rovinato la serata con un tocco in area a provocare il rigore dal quale è nato il successo romanista. Poi è stata dolce attesa del finale, il tanto per rivedere Koné e intuire la rabbia di Ziółkowski, entrato a inizio ripresa ma richiamato dopo soli 27 minuti. Con dolcetto finale e romantico per El Shaarawy che, all’ultima partita, ha concluso in gol, ancora una volta per la regia del piede di Dybala. Così Gasperini conterà i 1037 punti conquistati in serie A che lo mettono alla pari (…) con Nils Liedholm, uno che come lui ci sapeva fare con i giovani e, a Roma, ha vinto uno scudetto. Chissà mai.
FONTE: Tuttosport – R. Signori











