Lorenzo Pellegrini è l’artefice anche di un capitolo all’interno del libro “Over Land and Sea”, che verrà presentato oggi, con lo stesso numero 7 che ha fatto riferimento anche al suo amore per la Roma:
“La prima maglia della Roma che ho avuto mi è stata regalata da mio padre quando ero un bambino. La indossavo quando mio padre mi portava allo stadio. Tutti nella mia famiglia sono tifosi della Roma e le emozioni che provavo allora erano forti tanto quanto quelle che sento adesso quando indosso questa maglia. Il me più giovane sarebbe orgoglioso del percorso che ho fatto, sono riuscito a trasformare un sogno in realtà. È sempre difficile farcela nella tua città natale, giocare, diventare capitano e poi vincere un trofeo europeo. Penso che il me più giovane piangerebbe dalla gioia. L’unico rito che avevo da giovane e che mi porto dentro anche adesso è che mi piace rimanere calmo nei momenti subito prima l’inizio della partita. Ci sono quelli che vogliono rimanere soli, quelli che ascoltano musica, ma io ho sempre preferito parlare con i miei compagni o addirittura scherzare e fare battute per smorzare la tensione”.
“Ci sono cose che sono impossibili da dimenticare, come vedere qualcuno che indossa la mia maglia per le strade. Addirittura adesso, vedere un bambino che indossa la mia maglietta mi riempie di gioia perché mi riporta a quando ero io il bambino che indossava le magliette dei calciatori. È sempre una grande emozione. Ho tantissime maglie che sono piene di significato personale o di squadra. Come quella che indossai quando vincemmo la Conference League o quella del mio debutto con la Roma contro il Cesena nel 2015, ma quella a cui tengo di più e che mia moglie spesso indossa quando viene allo stadio è quella grigia del mio secondo anno alla Roma, quella che indossai in occasione del mio primo gol in Champions League. Le persone possono pensare che dopo che giochi tanti derby diventa naturale, ma non è così. È la settimana in cui Roma si ferma, quando tutti parlano solo del derby come se tutto quello successo prima non contasse più. È qualcosa di grande e lo si può capire veramente solo vivendolo”.
FONTE: Redazione Over Landi and Sea











