Si fa presto a dire vacanze e a parlare di riposo. La Roma sta avanzando con un passo lento dentro questo mese di giugno rovente: il ritmo delle operazioni è troppo basso per i criteri del signor Gasperini, che sfiderebbe persino l’anticiclone delle Azzorre pur di veder decollare la programmazione. L’uomo del pressing a tutto campo è già sceso dalle colline verdi del Monferrato, lasciando i vitigni autoctoni e quel suo piccolo angolo di paradiso per riconnettersi mentalmente a un ambiente che rischia di aver confuso il rompete le righe con lo staccare la spina. Gasp chiede un mercato all’altezza e più chiarezza sui contorni ancora indefiniti del fair play finanziario.
Vorrebbe sapere se dovrà accettare dei sacrifici (…) o se il club potrà cavarsela con il gruzzoletto delle cessioni periferiche; sul tavolo resta anche l’ipotesi di rinviare di un anno la scadenza del settlement agreement, però anche questo scenario appare al momento incerto. Mancano 20 giorni al 30 giugno – la chiusura del bilancio – e Trigoria comincia a somigliare sempre più a quella Fortezza Bastiani che, nel celebre romanzo di Dino Buzzati, rappresentava l’ultimo avamposto prima del deserto dei tartari, dove tutto era riassumibile in uno stato emotivo: l’attesa fine a sé stessa.
Così Gasp ha cominciato a pressare i suoi interlocutori. Le persone che a vario titolo si occupano di conti, organizzazione, logistica, ma anche di mercato in attesa del ds, sono marcati a uomo. Gian Piero non sprecherà l’occasione della Champions nell’attesa di un futuro ideale. Vuole correre, aggredendo il presente. Ad esempio, in queste ore freme all’idea di potersi ricongiungere con D’Amico, il direttore sportivo con cui vinse l’Europa League a Bergamo nel 2024. «Sono sempre più convinto che tecnico e ds debbano lavorare in sinergia», disse, immaginando proprio di poter operare con un profilo che condividesse le sue idee.
Da Koopmeiners a Lookman, passando per Ederson, Retegui e tanti altri: Gian Piero e Tony, al netto di qualche inevitabile discussione di lavoro, sanno bene come si fa squadra per la valorizzazione dei calciatori. La coppia si riunirà, è solo questione di ore. E di soldi, perché Ryan Friedkin dovrà probabilmente pagare l’Atalanta per il disturbo, di fatto “acquistando” il dirigente. D’Amico è stato sollevato dall’incarico il 27 maggio, la Roma ha salutato Massara il 29 e da 12 giorni non avanza. La svolta è attesa per oggi, intanto però ha perso due settimane proprio nel momento in cui l’efficienza sarebbe un presupposto fondamentale.
Oltre al ds, la Roma è indietro su tante altre questioni: le date del ritiro estivo non ancora ufficiali, le amichevoli non tutte programmate (si parla di Cardiff e Brighton, ma le uniche certezze sono quelle di Cannes e Dortmund), la campagna acquisti che non decolla e tutti i calciatori in attesa di rinnovo, da Dybala a Pellegrini, fino a Celik, Mancini e Cristante
Anche la riorganizzazione del settore giovanile è in stand by, come il nuovo medico sociale, Del Vescovo, anche lui convintosi a salutare l’Atalanta per raggiungere Gasp nella Capitale. Con la fine del campionato ha smesso di essere un argomento urgente persino il ritorno di Totti, che riabbraccerà la Roma da ambasciatore del centenario. Sì, ma quando? «Se la proprietà è presente tutto è più veloce e le decisioni si prendono in fretta», aveva detto Gasperini prima del derby. ….
FONTE: Il Corriere dello Sport – G. Marota











