Per l’esordio al Mondiale dovrà aspettare ancora qualche giorno, esattamente lunedì prossimo, quando la sua Costa d’Avorio scenderà in campo contro l’Ecuador. Perché poi questo sarà un Mondiale davvero particolare per Evan Ndicka non solo perché sarà il primo della sua carriera, ma anche perché lo vivrà spesso e volentieri al telefono. Ndicka è arrivato alla Roma nell’estate del 2023, giunto a parametro zero dall’Eintracht Francoforte, situazione che gli ha anche permesso di strappare un contratto sufficientemente alto (…). Ma adesso è proprio lui l’indiziato numero per l’atteso sacrificio sull’altare delle plusvalenze. Anche perché il difensore ivoriano, nel caso dovesse restare, entrerebbe nel suo penultimo anno di contratto, con la conseguente necessità per i dirigenti giallorossi di dover anche affrontare la questione del rinnovo. Se questo lo si aggiunge poi al fatto che la sua cessione porterebbe ad una plusvalenza secca (anche se poi il giocatore ha diritto ad incassare il 20% della cifra ottenuta dalla sua cessione), allora è evidente il perché la Roma lo abbia individuato come possibile addio. Solo che Ndicka va venduto entro il 30 giugno, proprio per sistemare le questioni legate al settlement agreement ed all’accordo formato con l’Uefa nel 2022.
Ed entro quella data non sono molte le squadre che si possono permettere uno sforzo economico senza andare ad intaccare il proprio bilancio. Tranne in Inghilterra, dove questi problemi se li pongono relativamente. E dove negli ultimi giorni sembra essersi scatenato un interesse diffuso intorno al giocatore. Che piace al Newcastle ed al Tottenham, ma anche al Bournemouth. Un trittico di squadre che non giocherà il prossimo anno la Champions, ma che ha la possibilità di rendere ancora più ricco il portafogli del calciatore ivoriano. E che si può anche permettere di avvicinarsi alle richieste della Roma. Che parte da una valutazione di 40 milioni di euro, ma che a 32-35 si siederebbe a trattare. Nel frattempo Ndicka sta recuperando dall’infortunio subito dopo l’ultimo derby, lo scorso 17 maggio (…) e la sua presenza contro l’Ecuador, proprio per i postumi di questo stop, non è ancora certa. Poi, nel caso, la Roma dovrà anche decidere come sostituirlo, visto che nelle tre stagioni capitoline ha giocato ben 127 partite, alla media di oltre 42 ad anno.
FONTE: La Gazzetta dello Sport











