È una partita doppia. Da un lato c’è la kermesse americana, dall’altro il futuro. In mezzo la Roma. Koné prende tempo: «Il futuro? Ne parlerò finito il Mondiale» ha detto qualche giorno fa, in attesa di un de-butto, contro il Senegal, che non è arrivato. Suo malgrado, però, non può essere così. Perché la Roma ha fretta, il 30 giugno si avvicina e il francese ad oggi è l’unico calciatore tra i papabili alla cessione (gli altri sono Ndicka, Pisilli, Svilar e Soulé) ad avere un’offerta. È quella dell’Atletico Madrid che è pronto ad accontentare il club giallorosso con 45 milioni. Può ballare qualche bonus, magari per avvicinarsi a quota 50, ma non la struttura dell’operazione che a livello di plusvalenze genererebbe un +33 milioni (oggi a bilancio è a 11,8).
Manu lo sa, ne è a conoscenza da un paio di settimane anche il suo agente ma continua a prendere tempo. Il motivo è semplice: a inizio mese sia l’Arsenal che il Chelsea avevano bussato alla porta del suo procuratore palesando un interesse nei suoi confronti. Ad oggi questi sondaggi non hanno però avuto seguito, con i Blues che non si sono fatti più vivi e i Gunners che hanno dirottato le proprie mire su Bouaddi, il 18enne marocchino connazionale di El Aynaoui cercato nella passata stagione proprio dalla Roma. I 40 milioni richiesti dal Lille all’epoca (oggi ce ne vogliono 60) e il mancato affondo di Marotta per Koné, hanno lasciato tutto come è adesso.
E la situazione, più passano i giorni, più si complica. Perché in concomitanza con il count down, chi cura gli interessi di Manu, ha iniziato a giocare col tempo. Magari per presentarsi gli ultimi giorni di giugno con una proposta al ribasso o dopo la deadline del 1° luglio per aspettare club più graditi al ragazzo. Da questo punto di vista a Trigoria sono stati molto chiari: non verranno accettati temporeggiamenti. Tradotto: se Koné non parte entro il 30 giugno, resta in giallorosso (a meno che poi non bussino con una cifra monstre). E resta allo stesso stipendio di oggi (2,6) mentre a Madrid andrebbe a guadagnare oltre 4 milioni.
È una partita a scacchi dove tutte le parti provano a fare i loro interessi e il colpo di scena è sempre dietro l’angolo. Perché se Bastoni dovesse essere ceduto nei prossimi 10 giorni al Real Madrid o al Barcellona per 60 milioni, l’Inter avrebbe i 30 per Ndicka che Chivu ha messo in cima alla lista come potenziale sostituto del nazionale azzurro. Ma non c’è solo l’ivoriano: per Soulé il Dortmund si è mosso ma il problema è che Matias a bilancio pesa ancora per una ventina di milioni.
Ergo, i tedeschi dovrebbero bussare con una proposta da 40 che ad oggi nessuno ha visto. Nemmeno lontanamente. Si torna quindi a Koné. I Friedkin hanno intenzione di chiudere o quantomeno alleggerire per presentarsi poi a dicembre dalla Uefa con un disavanzo minimo che permetterebbe loro di cavarsela con una multa e nella peggiore delle ipotesi con una restrizione della rosa nelle competizioni europee per la stagione 2027-28.
FONTE: Il Messaggero











