Lunedì 22 giugno, domani. Inizia la Roma, inizia davvero. Il direttore sportivo Tony D’Amico entra nel rettilineo decisivo della prima fase di mercato del club. Ed è probabile, se l’agenda non cambierà all’improvviso, che lo faccia direttamente da Trigoria, prendendo possesso della sua nuova sede di lavoro. Due opzioni. La prima: arrivano le offerte per Soulé o Koné, proposte che il club reputa soddisfacenti, e allora si entra nel vivo per concretizzare la trattativa in uscita.
Il giocatore su cui c’è maggior movimento è il centrocampista: l’Atletico Madrid ha già offerto Roma 45 milioni di euro, ma l’affare è stato stoppato dallo stesso francese che ha rifiutato. Dovesse cambiare l’idea, la trattativa ripartirebbe in un secondo. Su Koné però bisogna stare attenti alla Premier League. L’Arsenal ha fatto passi concreti trovando la totale apertura del giocare, ma con la Roma i Gunners non si sono mai fatti vivi in maniera definita.
Un sondaggio l’ha fatto anche il Chelsea. Opzione numero due: le offerte non arrivano e non arrivano in maniera soddisfacente. A quel punto o la Roma attiva la clausola di slittamento di 12 mesi della chiusura del fair play finanziario, oppure si trova costretta a vendere due pezzi pregiati invece di uno. Nessuno dei due scenari fa impazzire Trigoria, ma non se ne esce. Per Soulé si ragiona intorno ai 40 milioni di euro e per Koné dai 45 in su.
Ma, una volta superata la dead line del 3o giugno, la Roma non avrebbe più scadenze temporali immediate e quindi potrebbe ragionare di vendere i gioielli solo per scelta e non per necessità. (…) Ed è un ragionamento che si applica pure a Greenwood: il Marsiglia ha fretta di vendere, i Friedkin si sono convinti a confezionare l’acquisto più caro della loro gestione ma non vorrebbero andare sopra quota 45 milioni. Si tratta. Anche oggi. Da domani di più.
FONTE: Il Corriere della Sera











