Il mancato rispetto del settlement agreement al 30 giugno è ormai realtà certificata. La Roma non ha raggiunto l’obiettivo di contenere le perdite entro i 60 milioni nel triennio sotto osservazione dell’Uefa propria perché ha deciso di non rinunciare a cuor leggero (e per una cifra inferiore alle sue aspettative) ai totem della squadra. L’alternativa a una multa salatissima, che può oscillare tra i 10 e i 15 milioni di euro a seconda della distanza dal target fissato da Nyon, con annessa restrizione alla composizione della rosa da 25 a 22 elementi, però esiste ed è concreta.
L’Uefa ha dato infatti la possibilità a tutte le squadre attenzionate di usufruire di una proroga fino al 30 luglio, visto che il Mondiale in corso negli Stati Uniti, in Canada e in Messico rappresenta un ostacolo, anche in termini di distanza, alla chiusura entro fine giugno delle varie trattative. Per usufruire di questa flessibilità non è necessaria una richiesta ufficiale, basta infatti informare l’organo di controllo di Nyon, piuttosto attivo In questi giorni come dimostrano le varie sanzioni comunicate. Lo slittamento varrebbe soltanto per le plusvalenze: gli acquisti di luglio, in sostanza, non finirebbero nel computo delle spese ma risulterebbero nel bilancio successivo, quello da consegnare alla fine della stagione 2026-27. Più ci si avvicina all’obiettivo, più la sanzione [da scontare nel 2027-28) sarà meno pesante.
FONTE: Il Corriere dello Sport











