L’ex giallorosso, Paolo “Divino” Falcao, ha rilasciato un’intervista dove ha parlato di diversi argomenti:
Paulo Roberto Falcao a tutto campo. Non solo quando era giocatore, ma anche da opinionista il Divino non si nasconde mai. Il talent di Rai Sport, che convince anche in tv con ascolti più che positivi per «Notti Mondiali» dove «duetta» con Marco Tardelli e Ciccio Graziani, si è concesso alla stampa per un forum, analizzando i risultati della Coppa del Mondo e quelli della «sua» Roma:
Inevitabile partire dal flop del Brasile, eliminato dalla Norvegia… «Ci sono discussioni tecnico-tattiche su Ancelotti, ma è difficile in 12 partite di preparazione riuscire ad organizzare una squadra. C’è sempre un’alta aspettativa, ma la Seleçao non è più quella di un tempo. Il Brasile poteva vincere contro la Norvegia. Non è stata una partita brutta, il risultato ovviamente sì. Fa male dover aspettare altri quattro anni…».
Perché c’è questa crisi di talenti in Brasile e in Italia? «Non c’è un perché, il Brasile ha avuto Careca, Romario e Ronaldo, poi c’è stato un buco».
Che cosa pensano Brasile di questa eliminazione? «Ci sono tante critiche, forse anche troppe. Ma è anche normale. E sempre molto difficile per il Brasile non arrivare fino in fondo. Ormai abbiamo un’arroganza calcistica assurda. Serve calma, anche se è un momento che fa male. I brasiliani non sono felici, ma il vero ciclo di Ancelotti comincia adesso. Io a marzo avevo detto di stare attenti ai norvegesi, sono una squadra importante. La Norvegia andrà fino in fondo, anche se in difesa ha qualche difficoltà. Possono vincere la coppa, anche se la Francia ha la squadra migliore».
Il caso Balogun? «Il problema non è che Trump chiami Infantino, il problema è rispondere e togliere la squalifica. Oggi si può fare tutto».
Che cosa si aspetta dalla Roma nella prossima stagione? «Per il livello del campionato italiano può fare bene, in Europa troverà però squadre fortissime e servirà qualcosa di più. Gasperini sta facendo un lavoro bellissimo, è un grande allenatore e bisogna seguirlo per far bene. È un tecnico da rispettare per quanto ha realizzato con l’Atalanta e poi con la Roma. La Roma l’anno prossimo può vincere lo scudetto, non c’è tanta differenza nelle possibilità di investimenti con le altre big del campionato. Con i Friedkin la società ha le stesse risorse degli altri grandi club italiani».
Ha riabbracciato Bruno Conti, che ha lasciato la Roma… «Non sarà facile sostituirlo, è stato un grande uomo. È un fratello per me, sono andato ad abbracciarlo perché dopo 53 anni diceva addio alla Roma. Bruno è spettacolare, l’ho trovato bene, ora si riposerà».
Lei potrà tornare alla Roma? Magari per il centenario… «Non mi ha chiamato nessuno. Però c’è stato un momento nel 1991 in cui era praticamente fatta per un contratto biennale da allenatore, ma poi è morto Dino Viola».
Che ne pensa di questa crisi del calcio italiano? «Serve un mix di giocatori esperti e giovani. Bisogna cambiare, non solo una cosa, ma tante. Malagò è sicuramente uno preparato, può far rinascere il calcio italiano».
Chi prenderebbe come ct dell’Italia? «Ancelotti (ride, ndr). Si parla di Conte o Mancini, ma lasciamo a Malagò questa responsabilità».
Che ne pensa del Var? «Penso che per il gol di Turone non c’era bisogno del Var. Il Var è nato per decidere i gol-non gol, ora decide tutto, troppo. Anche sul fuorigioco bisogna cambiare».
Come ha ritrovato Roma? «Questo amore con Roma non è spiegabile, è straordinario. Abbiamo un rapporto spettacolare».
FONTE: Il Tempo – F. Biafora











